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Al Policlinico

Tumori agli occhi
In città l'unico centro nel Sud

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Antonio Lazzara, Catania, occhi, policlinico, tumori, Catania, Cronaca
CATANIA - Il centro di adroterapia oculare per il trattamento delle patologie rare dell'azienda ospedaliero-universitaria Policlinico di Catania è attualmente l'unico centro da Roma in giù Italia dove è possibile trattare, mediante fasci di protoni, i tumori della regione oculare. Il centro è nato nel 2002 dalla collaborazione tra la struttura complessa di Radiodiagnostica e Radioterapia oncologica e la clinica Oculistica del
Policlinico, i laboratori nazionali del Sud dell'Istituto nazionale di fisica nucleare e il Dipartimento di Fisica e astronomia dell'università di Catania.

"In dieci anni abbiamo fatto circa 200 interventi - dice Antonio Lazzara, direttore sanitario del Policlinico Vittorio Emanuele - con una media di 20 circa all'anno. Il numero si mantiene costante. La cura viene seguita da un equipe composta dall'oncologo, l'oculista, il radiologo, lo psicologo e il fisico nucleare". Il centro è dotato di un ciclotrone superconduttore in grado di accelerare fasci di protoni fino ad una energia massima di 60 MeV. Questa caratteristica rende i fasci di protoni presenti nel centro di Catania particolarmente adatti al trattamento radioterapico di patologie neoplastiche di rara frequenza, quale ad esempio, il melanoma oculare. Per questo motivo il centro è interamente ed esclusivamente dedicato alla cura dei tumori della regione oculare, ed, in particolare, del melanoma oculare. Il melanoma oculare rappresenta oggi il tumore intraoculare primitivo clinicamente più frequente nell'età adulta. L'incidenza di questa malattia in Italia è calcolata intorno a 350 nuovi casi l'anno. Il melanoma è un tumore maligno e il melanoma uveale è il tumore maligno intraoculare più frequente dell'età adulta; esso tende a crescere sia all'interno del bulbo, invadendo e disorganizzando i tessuti intraoculari, sia all'esterno, infiltrando la sclera ed i tessuti orbitari. Il melanoma uveale metastatizza a distanza con un particolare tropismo per il fegato che nel 98% dei casi è la prima sede di localizzazione secondaria. La sede di insorgenza più frequente é la coroide (85%), seguita dai corpi ciliari (10%) e dall'iride (5%). "Per quanto riguarda il trattamento di questa patologia - prosegue -, la adroterapia offre oggi la più valida e conservativa alternativa all'intervento chirurgico radicale di enucleazione dell'occhio, e, a differenza di questo, offre al paziente la possibilità di mantenere un'ottima qualità della vita. In un caso su tre il visus viene mantenuto al 100%, nel 95% dei casi si evita l'enucleazione dell'occhio".

"Inoltre - conclude -, questa tipologia di trattamento permette, nella maggior parte dei casi, la conservazione della capacità visiva residua dell'occhio coinvolto dalla neoplasia. Il nostro centro di adroterapia si propone di potenziare l'ambito di intervento in campo medico anche ad altre patologie rare di altri distretti corporei. In particolare, il potenziamento d'uso del fascio attuale potrà consentire l'ampliamento alle indicazioni al trattamento dei tumori del distretto di pertinenza otorinolaringoiatrica". I pazienti provengono da tutte le regioni d'Italia.

Altri centri di protonterapia oggi in funzione in Europa sono presenti in Inghilterra, Francia, Svizzera, Germania e Svezia. Le alte tecnologie mediche sono il frutto di 220 milioni di investimento previsti dal Piano Po-Fesr 2007/2013, co-finanziato dalla Regione Siciliana. Per per avere maggiori informazioni sulle alte tecnologie, gli scopi per le quali vengono utilizzate e sui presidi che le hanno in dotazione si può visitare il sito www.costruiresalute.it.


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