Live Sicilia

L'intervista

Vecchio: "Pd, Pdl e Lombardo.
Tutti voti per il Nord"

VOTA
1.8/5
14 voti

andrea vecchio, lombardo, mario monti, pd, pdl, Politica
CATANIA. “Se vuole, può scrivere che la nostra discesa in campo è decretata dal volere essere l’innesto di qualità nel giardino selvatico della politica. Volendo può bastare, non serve altro”. Macchè. “Altro” serve, eccome. Anche perché da Andrea Vecchio, assessore regionale alle Infrastrutture sebbene solo per una manciata di mesi nel crepuscolo del governo Lombardo, vorremmo sapere come è arrivato ad essere capolista alla Camera per le cinque province della Sicilia orientale nel movimento “Scelta Civica” di Mario Monti. Lui, che era stato avvistato dalle parti di Matteo Renzi prima e di Italia Futura dopo.

Insomma, Vecchio, si è voluto guardare un pò attorno?

Guardi, io ho guardato alle varie realtà politiche per capire quanta attenzione mettessero al loro territorio: l’obiettivo è uno soltanto ed è quello dello sviluppo della nostra terra.

Ed è andato con Monti che, però, ha aumentato le tasse.

Non c’è niente di più falso. E’ tutto falso quello che ci viene raccontato su questo aspetto. Il responsabile dell’aumento delle tasse ha un nome e cognome ben precisi: Silvio Berlusconi. Assieme alla Lega ci ha portati nel baratro. Monti ha dovuto tappare i buchi lasciati da Berlusconi ed ha ridato immagine all’Italia. Eravamo diventati un Paese barzelletta che si è potuto riprendere solo grazie all’opera del governo Monti.

Ci racconta com’è che Monti l’ha chiamata per correre nella sua lista?

Monti si è guardato attorno ed ha cercato le persone che potessero dargli una mano in questa opera di ricostruzione dell’Italia: che potessero dare un contributo serio al territorio che poi è quello che interessa me.

E, quindi, vi siete incontrati e vi siete parlati?

Lo incontrerò a Roma la settimana prossima. E sa cosa gli chiederò per prima cosa?

Dica pure.

Gli chiederò di scendere in Sicilia a gustare gli arancini, le paste di mandorla, il vino dell’Etna e del Belice, il formaggio di Ragusa, le arance siciliane e non quelle marocchine che spacciano per nostre. E poi, il pomodoro di Pachino e tutto il resto: perché la Sicilia è un unicum che non può più essere saccheggiata.

Vorrei capire: cosa vi distingue da tutti gli altri?

Il fatto che la nostra non è una politica nord-centrica. Il Pdl con la Lega sta raccogliendo tutte le macerie per favorire il nord: basta sentire cosa dice Maroni. Berlusconi ha solo una interesse: avere ancora qualche anno di immunità a disposizione per proteggersi dalla legge.

Ed il Pd?

Anche il Pd è nord-centrico: le sue massime attenzioni sono per il nord.

E Monti?

Anche Monti è nord-centrico. Ma è l’unico che mi è parso coraggioso volendo spostare l’attenzione al sud. E lo farà in modo serio ed energico.

Ci dica in che modo: ci porti qualche esempio.

Dobbiamo finalmente puntare sulle infrastrutture. Sullo sviluppo. Prendiamo i collegamenti dalla Sicilia al resto d’Italia. Bisogna fare urgentemente qualcosa: non parliamo di Ponte; parliamo di collegamento. Che è una cosa essenziale. Le ferrovie, le strade: sapesse quanto c’è da lavorare ed io alla Regione ho capito che non possiamo più perdere tempo. E Monti l’ha capito, a differenza degli altri.

A proposito di Regione: il suo ex Governatore si è alleato proprio con il Pdl.

Lombardo sta raccogliendo i voti che gli sono rimasti, girandoli a Berlusconi ed alla Lega e quindi al nord: non posso accettare quelle dichiarazioni velenose che vengono da loro. Sono razzisti. Noi siciliani abbiamo tante colpe ma voglio contribuire ad espiarle. Mi è rimasta una grande voglia di mettere fine alle angherie.

Da cosa si parte, allora?

Da sessant’anni la Sicilia è stata abituata a tendere la mano senza impegnarsi. Non abbiamo prodotto un solo posto di lavoro: abbiamo prodotto solo stipendi. E la cosa più significativa è che non sappiamo nemmeno qual è il numero preciso degli stipendi che la Regione paga: incredibile, ma non lo sappiamo. E poi, la Formazione: che scandalo vero e proprio. Non si può fare sviluppo a questo modo. Ed allora, tenteremo di smantellare tutto questo sistema. Ed i precari? Vogliamo parlarne.

Parliamone.

I precari non vogliono trovarsi un posto di lavoro. Hanno uno stipendio basso: non fanno nulla dalla mattina alla sera ed invece dovremmo suscitare in loro il voler fare ed il voler lavorare.

Ci dica: come?

Cominciamo col fare arrivare finanziamenti. Perché lo sviluppo si mette in moto così.