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La scomparsa del giovane

Ricerche per trovare Vincenzo
La zia: "Siamo distrutti"

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PATERNO’. Il fatto forse ancor più inquietante è che nessuno, tra i presunti amici, ha mai chiesto se si siano avute o meno notizie di Vincenzo. Nessuno che abbia bussato alla porta di casa. Sono giorni di feroce angoscia quelli che vivono la madre e gli zii materni del 22enne paternese Vincenzo Calcagno Giarrusso, inspiegabilmente scomparso da casa il pomeriggio dello scorso 1 gennaio. Con gli zii il giovane ci viveva da qualche settimana: ma spesso si recava comunque a casa della madre dove vivono i suoi sei fratelli. “Non so più cosa pensare – ci dice la zia Itala Alessandra con la voce rotta dalla commozione -: so soltanto che sono preoccupata e siamo preoccupatissimi. Mi chiedo cosa può essere accaduto”. Un allontanamento volontario? Un malore? L’accadimento di qualcosa della quale egli stesso era ignaro? Di certo c’è soltanto che il telefonino del ragazzo è muto o, meglio, spento ed irraggiungibile dal pomeriggio di Capodanno. “Esco a prendere un caffè con gli amici”, avrebbe detto quel maledetto pomeriggio: direzione, sembrerebbe, la zona di Scala Vecchia. A piedi, perché lui non ha né la patente né uno scooter. Ma da quel giorno, da quella frase, però, più niente. Nessun segnale. Nessun biglietto. Niente di niente. Anche su facebook (dove ha pochissimi amici) non c’è alcun cenno. Normale che l’ansia finisca con l’avere il sopravvento.

“Per me Vincenzo è come un figlio – prosegue la zia –: siamo distrutti da quanto sta accadendo. Non conosciamo quali amici frequentasse: sappiamo che bazzicava nella zona del municipio, a piazza della Regione”. Già. Piazza della Regione: sede, guarda caso, proprio della Compagnia dei carabinieri. Sono loro che hanno in mano il fascicolo d’indagine sulla misteriosa sparizione del ragazzo. A peggiorare la situazione il fatto che Vincenzo, sin da quando aveva 1 anno e mezzo è talassemico al grado più alto. Ha bisogno di una trasfusione di sangue ogni quindici giorni e l’ultima è stata effettuata lo scorso 28 dicembre. Ed allora, l’appello della famiglia diventa incessante: con queste premesse, non resta nemmeno troppo tempo. Lo si capisce da soli. Vincenzo ha un piercing al sopracciglio, due orecchini ed un tatuaggio al braccio. Al momento della scomparsa indossava un paio di jeans ed un giubbino scuro con strisce ai lati bianche e rosse. I carabinieri in queste ore stanno pattugliando i possibili posti frequentati da Vincenzo. E l’appello resta, inevitabilmente, quello lanciato dalla madre: “Chiunque lo abbia visto o sappia: parli”.

 

 


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