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E' stata una Epifania di speranza

Suor Lucia e Librino,
"Non siamo soli"

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Catania, epifania, librino, suor lucia, Cronaca
CATANIA – Canti, sorrisi e leccornie insieme a suor Lucia, “befana” d’eccezione, sono stati i protagonisti dell’Epifania presso l’Oratorio Giovanni Paolo II a Librino. Oltre 50 bambini hanno partecipato ai giochi e ai momenti di preghiera accompagnati dalle mamme e dalle nonne.

“Fino a qualche giorno fa - afferma contenta Suor Lucia - non sapevamo se avremmo potuto regalare doni ai nostri bambini ed invece la Provvidenza ci ha accompagnato, ancora una volta; grazie di cuore a Gaetano Finocchiaro per il buonissimo cioccolato Dolfin, ad Alfredo Vaccalluzzo la cui generosità nei nostri confronti è sempre presente e – conclude - agli amici che hanno contribuito”. Tutti gli occhi puntati sulle calze ricchissime e colorate che la Befana, interpretata da Suor Lucia, ha distribuito tra i bambini buoni presenti in oratorio. Un momento di aggregazione e di preghiera che si aggiunge al percorso formativo e didattico che le figlie di Maria Ausiliatrice, suor Lucia, suor Enza, suor Renata e la giovane Melania, portano avanti da ben 7 anni.

Diversi i momenti di domenica 6 gennaio: la spiegazione dell’epifania, quale giorno in cui si ha la manifestazione del Signore ai re magi e quindi a noi umani, aldilà della cultura e della religione. “Molti si scambiavano gli auguri perché non conoscevano il significato dell’epifania – mi racconta suor Lucia – e molti partecipavano alla preghiera ma senza capirne il senso”. Si è passati poi alla consegna della stella cometa che con la sua luce segna la strada verso Gesù bambino. Dalla catechesi al gioco con il momento denominato <lunapark> e per finire la consegna dei dolcetti che hanno illuminato i volti di grandi e piccini. Riparte l’attività dell’oratorio, sede quotidianamente delle molteplici attività: dal doposcuola, alla catechesi, passando per il calcio, il giardinaggio, le lezioni di cucina, la danza, la giocoleria, i corsi di chitarra. “Accanto a noi – afferma suor Lucia – i volontari di Vides, l’associazione internazionale di volontariato promossa dall’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice o Salesiane di Don Bosco, il Rotary che già in passato ha offerto momenti educativi affrontando il tema della medicina con un linguaggio comprensibile ai ragazzi, il Rotaract, le associazioni Garden, Città amica (che più volte ha organizzato le fiere del dolce), l’associazione “Ti regalo una storia” cha incontra i nostri fanciulli regalando loro libri e raccontando storie”.

Suor Lucia, ai microfoni di Livesiciliacatania, mostra un sorriso che racchiude una speranza: “Non siamo soli in questo difficile percorso, afferma decisa. E prosegue: “Accanto ai cittadini che offrono il loro aiuto ci sono anche le istituzioni, per esempio ricordo un recente episodio che ha visto la partecipazione dell’università di Catania attraverso la spiegazione ai nostri giovani del processo di produzione dell’olio”. Suor Lucia e le consorelle portano avanti un’attività complessa in ragione della realtà in cui operano, illuminate dalla “luce di Dio”. Lavoriamo per Librino senza aspettarci nulla – mi racconta mentre il nostro sguardo si perde nell’immagine-cartolina della città di Catania all’imbrunire - ma so che nel tempo si raccoglieranno i frutti e come diceva Don Bosco: Noi seminiamo ed altri raccoglieranno. Non proponiamo mai di diventare cristiani: la scelta in questa direzione deve essere libera. Qualche tempo fa, per esempio, una famiglia evangelica ha chiesto di ricevere il sacramento del battesimo”. Nel vostro percorso di educazione avete incontrato tante difficoltà e diverse volte avete subito atti intimidatori contrari alla legalità ed alla civiltà. Cosa vi spinge, ogni giorno, ad andare avanti? “Librino è un quartiere da evangelizzare e formare in tutti i sensi – esordisce suor Lucia. Il nostro compito è offrire ai concittadini un’alternativa, cioè la possibilità di scegliere. Questo principio ci ha tenuto qui nei momenti difficili. Io dico sempre che tutti abbiamo diritto alla scelta perché solo in presenza di strade diverse io potrò responsabilmente decidere quale imboccare. Se quella del bene o quella del male, ma l’ho deciso e ne accetto le conseguenze”.

 

Mi racconta del libro che sta leggendo, a proposito della sensibilità: “Come già fece Madre Teresa di Calcutta, occorre educare i sensi esterni e non reprimerli, per poter arrivare a quelli interni. So bene che è un’operazione laboriosa e lunga ma non mi scoraggio. Ricordo quando mio padre mi raccontava le favole ed io mi immedesimavo provando grandissima emozione; oggi ho capito che erano storie del Vangelo ed ho fatto tesoro di ciò. Quando ho iniziato ad insegnare era mia abitudine entrare in classe e raccontare ai bambini ogni giorno qualcosa di nuovo che potesse suscitare loro un’emozione e li facesse lavorare inconsciamente sui sensi. Un giorno, entrai in classe dimenticando questo piccolo rituale e i miei alunni mi chiesero perché! Siate “buoni cristiani ed onesti cittadini” diceva Don Bosco. Accogliamo la persona, rispettandola nella sua essenza - conclude suor Lucia – perché, sono certa, ricevendo amore darà amore”.

 


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