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Sac, inizia l'era del nuovo Cda
Mancini: "E ora al lavoro"

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CATANIA - Sabato 29 dicembre 2012 è stato un giorno importante per l’economia catanese e di tutta la Sicilia orientale. Si è conclusa (a meno di clamorosi, ma francamente improbabili, nuovi colpi di scena) la lunga guerra per il controllo della Sac, la società di gestione dello scalo di Catania. Non uno scalo qualunque, bensì il terzo d’Italia come traffico. Di fatto un “hub” che serve 7 delle 9 province siciliane. In attesa che divenga operativo l’aeroporto di Comiso. Di cui la Sac è socia, in ogni caso.

Il confronto è stato lungo. E ha visto protagonisti fronti contrapposti per prassi e visione, sia manageriale che politica. Fronti che talvolta (è il caso dell’ex rappresentante della Camera di commercio di Ragusa) si sono anche intersecati fra loro.

A “guerra” finita, Live Sicilia Catania ha chiesto ad alcuni dei protagonisti delle cronache aeroportuali etnee di questi ultimi mesi un giudizio sull’esito del lungo scontro, una ipotesi di lettura di quanto accaduto, una previsione su quel che può ancora accadere.

Alquanto schietto l’ex ad di Sac, Nico Torrisi, in carica per circa 2 mesi e mezzo. Torrisi, ha augurato «buon lavoro al nuovo cda che è stato indicato dal presidente Lo Bello e sposato dal governo regionale attraverso i commissari. Buon lavoro soprattutto nell’interesse del territorio etneo e della categoria che rappresento, quella del turismo e del settore alberghiero».

Torrisi, che è stato anche nel recentissimo passato fra i nomi indicati dalla Camera di commercio di Catania per il consiglio Sac, sostiene di aver comunque manifestato il suo disinteresse «nel ricoprire un ruolo in Sac che non avesse il pieno consenso e che non fosse in rappresentanza di tutte le categorie produttive dell’Isola». Sembra difficile però credere a queste parole considerando l'entusiasmo con il quale si è inizialmente lanciato nell'avventura Sac. Il presidente regionale di Federalberghi, tuttavia, evidenzia con forza di «aver detto al presidente della Regione Crocetta, incontrato a Palermo, che anche nel caso in cui il Tribunale civile dovesse accogliere il reclamo della Camera di commercio di Catania avverso l’ordinanza del giudice Antonino Fichera, metterei comunque a disposizione il mio mandato per consentire di trovare equilibri e intese quanto più larghe possibili fra tutte le categorie».

E sì, perché pende ancora un ricorso, avanzato dalla Camera di commercio di Catania a guida Fausto Piazza (proprio oggi scadono i termini per la presentazione delle memorie). Ma in tutta franchezza pare ben difficile che possa essere accolto. Si vedrà.

Tornando al 29 dicembre, i rumores dicono che appunto Piazza abbia chiesto un rinvio, in attesa di avere notizie certe dalla Regione sul suo destino (si era diffusa la voce della sua rimozione da commissario straordinario di Palazzo della Borsa e dell’arrivo di Dario Lo Bosco, avvicendamento a oggi ancora non ufficialmente confermato). Rinvio che gli altri soci, forse memori di analoghe circostanze nei mesi precedenti, non hanno ritenuto opportuno concedere. In ogni caso, i soci hanno evidenziato l’urgenza di una governance stabile per l’azienda, soprattutto in un momento in cui serve quanto prima reperire vitali risorse.

Piazza, laconico come nel suo stile, si è limitato a diramare un breve comunicato della Camera etnea, dichiarando che le elezioni del 29 «si sono svolte e concluse secondo i normali meccanismi delle società di capitali, ma l’ente Camera di Commercio di Catania si trova per la prima volta senza un rappresentante di governo nello scalo, nonostante sia socio di maggioranza». Per il commissario, «si tratta di un esito storico, che non rende un servizio alle istituzioni». Dal canto suo, nella medesima nota stampa, il segretario generale dell’ente, Alfio Pagliaro, si è detto «rammaricato» dall’esito delle elezioni.

Comprensibilmente diverso il clima nel campo dei vincitori. Gaetano Mancini, ribadito nella carica di amministratore delegato, si è detto «contento e molto grato ai soci che mi hanno convalidato in questo incarico. Sono consapevole del fatto che l’essere stato riconfermato dopo quasi cinque anni di gestione in Sac sottolinea un apprezzamento per le attività poste in essere che impone un impegno e un livello di responsabilità ancora più elevato per il futuro. Attività che in questi anni, con il pieno e convinto sostegno dei soci, abbiamo portato avanti insieme ai consiglieri di amministrazione ai quali desidero indirizzare il mio ringraziamento sincero per la collaborazione».

E per l’avvenire? Mancini è netto: «adesso è al futuro, a partire da quello immediato, che bisogna guardare», ha sottolineato a Live Sicilia Catania, «con gli impegnativi appuntamenti che Sac ha davanti e che deve sapere affrontare per dare opportunità di sviluppo al territorio della Sicilia orientale, attraverso gli aeroporti di Catania e di Comiso». Per l’ad, «il consiglio appena eletto gode di professionalità capaci di affrontare e vincere queste sfide e il supporto competente dei dipendenti della Sac agevolerà questo suo compito. Ora bisogna quindi rimboccarsi le maniche. Lavorerò pertanto con impegno avendo però chiaro il fatto, almeno per ciò che mi riguarda, che sarà opportuna una verifica nel momento in cui verrà rinnovato il vertice della Camera di commercio di Catania, ente socio della Sac del quale mi sento espressione come esponente delle associazioni imprenditoriali catanesi. Non voglio entrare in polemica con il commissario Piazza, ma intanto non mi risulta che abbia sentito le organizzazioni datoriali. Personalmente mi ritengo piena manifestazione del mondo produttivo etneo, che esprime il consiglio della Camera di commercio. In ogni caso, rassicuro Piazza sulla mia volontà di fare una verifica degli equilibri in Sac non appena a Palazzo della Borsa si insedierà una legittima rappresentanza eletta».

 


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