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S.Agata

Le reliquie negli altarini
Il Velo partirà da Fleri

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CATANIA - Una delle reliquie più amate di S.Agata, la mammella, sarà portata negli altarini della città, ed il sacro Velo arriverà in pellegrinaggio a Fleri per i 70 anni della traslazione dei cimeli agatini: sono due delle novità dell'edizione 2013 della Festa. Un appuntamento che riserva continue sorprese: su Sant'Agata, infatti, sono stati ritrovati anche documenti inediti che risalgono all'età medievale e che saranno presto resi pubblici.

Saranno quattro gli appuntamenti con le reliquie, in altrettanti quartieri di Catania: lunedì 14 gennaio in via dell'Immacolata 43 a San Giovanni Galermo, venerdì 18 alle ore 19 in via Plebiscito 43, lunedì 21 alle 19:30 in via Gesuiti ad angolo con via Bambino e giovedì 24 alle 19:30 a Porta Garibaldi, al Fortino. Il Sacro Velo, invece, comincerà la peregrinatio domenica 13 gennaio da Fleri per ricordare che sono passati 70 anni dall'unica volta in cui le reliquie della patrona hanno lasciato Catania per essere custodite altrove, cioè nella chiesa parrocchiale della piccola comunità nei pressi di Zafferana Etnea.  A presentare le novità, stamattina in Cattedrale, sono stati il vicario per la Cultura mons. Gaetano Zito, insieme al parroco della Cattedrale mons. Barbaro Scionti, il vicedirettore della Pastorale per la Salute don Giuseppe Maeli e il maestro del fercolo Claudio Baturi.

 "La Chiesa di Catania - spiega a Live Sicilia Catania il parroco della Cattedrale mons. Barbaro Scionti - cerca di coinvolgere tutti nella preparazione interiore alla Festa. L'incontro negli altarini votivi della città è un'occasione per incontrare coloro che, pur condividendo la devozione per Sant'Agata, non sono abituati ad essere in chiesa. Noi vogliamo incontrare la gente, questo è il compito della Chiesa: sacerdoti e laici, da buoni devoti, vogliamo essere annunziatori come Agata dell'amore misericordioso che si rivolge a tutti, ed intessere un dialogo con tutti".

Le reliquie di Sant'Agata negli altarini Claudio Baturi

Il maestro del Fercolo Claudio Baturi



Per la prima volta, l'invito è firmato anche dal maestro del Fercolo, non solo dal delegato arcivescovile: "Per sottolineare - dice Claudio Baturi - che nella Festa ci sono il mondo laico ed il mondo religioso, e per migliorare le condizioni della Festa stessa". Baturi ricorda anche che l'obiettivo è conoscere meglio il popolo dei devoti: "Questa esperienza sarà anche un momento di incontro e dialogo con tutti i devoti: se qualcosa non funziona, e noi siamo chiusi all'interno della nostra chiesa, non riusciremo mai a capirli. Aprendo un dialogo, invece, proveremo a migliorare le cose".

Le reliquie di Sant'Agata negli altarini

Mons. Gaetano Zito



"Le reliquie - considera il vicario per la Cultura mons. Gaetano Zito - hanno un valore prezioso perchè rendono presente il martire là dove vivono i devoti". Quest'anno il Velo sarà portato in pellegrinaggio a Fleri: "Sant'Agata è patrona dell'intera Diocesi - ricorda mons. Zito - ed esprime questo patronato sulla Chiesa nel suo insieme. Già in passato il Velo è stato portato in pellegrinaggio: nel 1444 da Pietro Geremia, e nel 1886 dal Cardinale Dusmet". Ma stavolta l'occasione è di quelle da ricordare e la comunità flerese ha un rapporto speciale con Sant'Agata perchè durante il secondo conflitto mondiale ospitò di nascosto le reliquie agatine, busto e scrigno compresi: "Nel 1943, per tutelare le reliquie da possibili furti e saccheggi dovuti al periodo instabile della guerra - continua mons. Zito - il vicario generale mons. Giuseppe Carciotto e il parroco Ignazio Messina individuarono un luogo dove nasconderle: la cisterna dietro l'altare della chiesa. Fino al 26 settembre 1943 le reliquie rimasero conservate nella cisterna della chiesa madre di Fleri, e fecero ritorno a Catania quando la situazione si fu tranquillizzata". Ad aiutare mons. Carciotto, sflollato insieme a molti catanesi, fu il barone Francica Nava. Le reliquie rimasero nascoste anche quando, nell'agosto del 1943, la canonica della chiesa fu avamposto dei tedeschi e diventò anche infermeria. Nel 1990, invece, la chiesa è stata danneggiata dal terremoto ma è ancora visibile la targa posta dai fedeli per ricordare questo "salvataggio". La “peregrinatio” proseguirà nelle parrocchie Divina Maternità BVM (15-17), S. Maria del Carmelo alla Barriera (17-19 gennaio), Beato Card. Dusmet a Montepalma (21-22), Sacra Famiglia (22-24), S. Pio X a Nesima (24-26), Istituto. Ardizzone Gioieni (28), S. Giovanni Battista Minore (29).  

Le reliquie di Sant'Agata negli altarini Maeli

Don Giuseppe Maeli

Nei  prossimi giorni le reliquie agatine arriveranno anche nelle carceri e negli ospedali: "Da grandi peccatori - afferma don Giuseppe Maieli- escono fuori grandi santi, questa è l'esperienza della Chiesa. La visita nelle carceri è una proposta e un'aiuto per l'umanità di chi si trova lì perchè ha sbagliato nei confronti della società. Negli ospedali, invece - ricorda don Maieli, cappellano del Garibaldi Nesima - portare Sant'Agata vuol dire portare la Chiesa di Catania ai nostri fratelli che stanno soffrendo, e far capire loro che gli siamo vicini. Chi soffre sa che ha sempre un fratello accanto a lui". Questo il calendario delle visite: il 14 gennaio al carcere di Bicocca, il 15 a piazza Lanza, il 16 all'ospedale Cannizzaro, il 17 al Ferrarotto, il 18 al S. Marta, S. Bambino e S. Luigi, il 19 al Vittorio Emanuele, il 21 al Garibaldi Nesima, il 22 al Garibaldi centro e il 23 gennaio al Policlinico.


Tra le iniziative di quest'anno, anche il ciclo di appuntamenti sulla catechesi popolare sulla vita di Sant'Agata: dopo il primo incontro dello scorso 2 gennaio con Arianna Rotondo, i prossimi incontri saranno  in Cattedrale con mons. Francesco Venturino (9 gennaio), suor Sanfilippo e con mons. Barbaro Scionti e Claudio Baturi.


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