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L'intervista

Acoset, il nuovo presidente
Rizzo: "Ecco le priorità"

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acoset, anthony barbagallo, Catania, giuseppe rizzo, Politica
CATANIA. Per poter accettare l’elezione a presidente dell’Acoset SpA, la società che gestisce il servizio idrico di buona parte dei comuni pedemontani della provincia, si è dimesso da vice sindaco del Comune di Pedara. “Non avrei mai potuto conciliare i due incarichi”, spiega a LiveSiciliaCatania il neo-numero uno dell’Azienda, Giuseppe Rizzo. Impiegato in quello che un tempo andava sotto il nome di Ufficio di collocamento, 52 anni, Rizzo è riuscito nell’impresa di mettere tutti d’accordo. La destra e la sinistra assieme: un arco costituzionale intero è convenuto sulla sua persona. Merito anche, inutile nasconderlo, dell’opera diplomatica allestita nei giorni a cavallo tra Natale e Capodanno, dal deputato regionale e, non a caso, primo cittadino di Pedara, Anthony Barbagallo. L’elezione di Giuseppe Rizzo si protrarrà per un triennio: ovvero, sino al 2013. Alla seduta erano presenti dodici dei diciannove sindaci-soci (il voto avviene sulla scorta delle quote detenute dai singoli municipi) e l’elezione è avvenuta all’unanimità dei presenti.

Allora, Presidente: se lo aspettava questo risultato?

Non me lo aspettavo affatto. Sostanzialmente, ero andato all’assemblea solo per rappresentare il mio Comune, quello di Pedara, ed alla fine è giunta invece la mia elezione. Un fatto che era lontanissimo nella mia testa.

Ci spiega com’è andata? Tanti si chiedono com’è che lei è riuscito a mettere tutti d’accordo.

Va detto che l’accordo tra i sindaci è saltato perché c’era anche un problema legato agli eventuali rimborsi, per cui la scelta è ricaduta su chi sindaco non lo era ed è stata individuata la mia persona. E poi, era una volontà politica dell’onorevole Anthony Barbagallo che ringrazio pubblicamente.

Lei che esperienza ha in questo contesto così complicato?

Io seguo da tantissimo tempo, attraverso il mio assessorato, tutte le vicende legate all’Acoset. Diciamo che ritengo di avere il polso della situazione.

Ed ha detto che non farà più il vice-sindaco.

Certo, le due cose non si possono più conciliare: voglio e devo dedicarmi al tanto lavoro che ho davanti.

Quali sono le priorità che intende affrontare fin da subito?

In estate continuano ad esserci troppe emergenze idriche per cui si dovrà intervenire con ancora più forza. Poi, c’è una situazione finanziaria che va riconsiderata: l’Acoset è stata nel baratro e quando il presidente uscente Fabio Fatuzzo si è insediato aveva due possibilità. Una era quella di consegnare i libri contabili direttamente al Tribunale; l’altra, quella di provare ad andare avanti. E va dato atto a Fatuzzo di avere avuto coraggio.

Fabio Fatuzzo che sarà direttore generale. I maligni pensano male.

Direi che ha portato avanti un’azienda che era sull’orlo del fallimento per cui la sua esperienza gioverà moltissimo alla mia presidenza.

Senta, da cosa comincerà, allora, il suo mandato?

Dovremo migliorare le reti idriche e svincolarci da quei ricatti legati ai proprietari di pozzi privati che finiscono inevitabilmente col farci lievitare i costi. Il lavoro c’è e non sarà facile portarlo a compimento.

Per la cronaca, assieme a Giuseppe Rizzo sono stati eletti a far parte del cda anche i sindaci di Viagrande e Tremestieri: rispettivamente, Venera Cavallaro e Ketty Rapisarda. Questi ultimi vanno ad unirsi ai già presenti Vincenzo Santanocito (sindaco di San Pietro Clarenza) e Giuseppe Cutuli (primo cittadino di Aci Sant’Antonio) i cui mandati scadono, però, il prossimo mese di luglio.


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