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29 anni fa l’omicidio Fava
La figlia: “Figura scomoda”

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CATANIA – Sono 29 gli anni passati dall’omicidio di Giuseppe Fava e ora, come allora, la città la ricorda. A portare avanti il ricordo del giornalista ucciso dalla mafia il 5 gennaio del 1984 è la Fondazione Giuseppe Fava i cui rappresentanti, stamattina, hanno illustrato il programma del Premio Nazionale intitolato al direttore dei Siciliani, giunto alla settima edizione, che si svolgerà sabato prossimo e la rassegna cinematografica “Prima che vi uccidano. Giuseppe Fava, idea di un’isola”, che si terrà al cinema King il 9 e il 10 gennaio.

Il prestigioso premio giornalistico, quest’anno, verrà assegnato ad Attilio Bolzoni, che da anni si occupa per Repubblica di inchieste sulla Mafia, nel corso di una cerimonia che si terrà sabato sera al Centro Zo di Catania, alla presenza tra gli altri di Don Luigi Ciotti, presidente di 'Libera' e Adriana Laudani. Nel pomeriggio del 5, come ogni anno, verrà invece deposta una corona di fiori in via Fava, già dello Stadio, dove il giornalista di Palazzolo Acreide è stato assassinato. “Sarà una vera e propria commemorazione – afferma a LivesiciliaCatania la figlia Elena – incentrata sulla figura di mio padre. Per me ricordare papà rimane un’emozione, anche perché è nel giorno dedicato al suo ricordo mi sento meno sola”.

Elena Fava è una donna forte ma non si spiega ancora come la città, intesa come istituzioni, non partecipi alla cerimonia, quasi a voler negare l’omicidio o l’impegno del giornalista che ha dato tutto alla lotta contro le mafie e a favore della legalità. “Le Istituzioni non sono mai al nostro fianco il giorno della deposizione dei fiori sulla lapide di papà – sottolinea, visibilmente infastidita. L’anno scorso c’era solo il Procuratore, Giovanni Salvi, ma degli altri non si vede mai nessuno. Evidentemente, la figura di Giuseppe Fava è considerato ancora una figura scomoda, a differenza del resto d’Italia dove il suo nome è noto e molto conosciuto”.

Un’assenza, quella del sostegno delle Istituzioni, che rallenterebbe la stessa attività della Fondazione Fava, costretta a rimandare molti dei progetti per mancanza di fondi. “Noi come fondazione non abbiamo sostegno – sottolinea Maria Teresa Ciancio – non abbiamo una sede e, molti dei progetti che abbiamo in mente non possiamo portarli avanti e questo suscita rabbia. Ne abbiamo però 2 che realizzeremo a breve: creare un centro di legalità a Catania dedicato a Pippo Fava e organizzare un concorso per le scuole”.

 


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