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Palazzo degli elefanti

I nodi vengono al pettine
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CATANIA- Sotto il fuoco incrociato di giornalisti e fotografi, Raffaele Stancanelli ha iniziato la campagna elettorale che lo porterà, tra pochi mesi, a correre per il secondo mandato a Palazzo degli Elefanti. Passata la sbornia degli annunci in mondo visione sulla scelta di restare a Catania, al rientro dalla breve pausa delle festività natalizie, il sindaco deve sciogliere alcuni nodi per evitare che le promesse di questi anni restino delle perfette incompiute.

I nodi vengono al pettine quando le proposte del primo cittadino devono passare al vaglio del consiglio comunale, scenario, nelle ultime settimane, della fuga dalla maggioranza benedetta dalle urne nel 2008.

Il gruppo del Pdl si è assottigliato tanto che Stancanelli può contare, rispetto ai 14 componenti iniziali, su appena 7 consiglieri comunali di fiducia.

La Destra, che lo aveva coccolato transitando tra i banchi della maggioranza quando Nello Musumeci era candidato alla presidenza della Regione, è uscita dall'aula, poco tempo addietro, facendo mancare il numero legale.

E ancora, il Mpa, partito dell'eterno amico Raffaele Lombardo è in via di disgregazione, soprattutto dopo la fuga degli uomini di Lino Leanza e di Alessandro Porto verso l'Udc.

Due gruppi consiliari, Intesa per Catania e il gruppo Misto, hanno consentito a fasi alterne l'approvazione di determinati atti necessari al funzionamento della macchina amministrativa, ma non sono certo in maggioranza.

Bisogna fare i conti con il Piano di risanamento che, prima di essere sottoposto al vaglio della Corte dei Conti per ottenere il visto necessario al finanziamento ministeriale dei debiti, deve approdare entro metà gennaio in consiglio comunale. E non è detto che tutto fili liscio. Il Gruppo misto alza le antenne: “Dobbiamo esaminarlo questo Piano che verrà presentato dall'Amministrazione -dice a LivesiciliaCatania il consigliere Francesco Navarria- agiremo secondo coscienza, ma non avalleremo provvedimenti illegittimi o poco chiari”.

Dall'approvazione di questo Piano dipende il salvataggio del Comune dall'immediata dichiarazione dello stato di dissesto, principale obiettivo della gestione Stancanelli.

Per non parlare del Piano regolatore generale, attualmente all'esame del consiglio comunale, che tiene puntati gli occhi sulle “aree risorsa”, cioè fazzoletti della città che possono ospitare centri commerciali e palazzine. Anche in questo caso, l'amministrazione comunale deve stabilire un'interlocuzione con gruppi e capigruppo consiliari: diversamente non riuscirebbe a mantenere la promessa di approvare il Prg prima della conclusione del mandato.

E ancora, fermi al palo ci sono : il Piano dei chioschi, il Piano commerciale, il Regolamento delle affissioni pubblicitarie. E il Piano regolatore del Porto, che prevede una cintura di palazzoni, come denunciato dalla società civile, proprio a pochi metri dalle banchine.

Da ultimo, ma non per questo meno importante, rimane il nodo del Tondo Gioieni, sul quale dovrebbero essere effettuati i lavori di messa in sicurezza, per i quali però mancherebbe ancora il finanziamento della Protezione Civile.

Quattro mesi di fuoco attendono il primo cittadino. La corsa è appena iniziata.


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