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Verso le elezioni

L'Udc prepara le liste
Calogero: "Sceglierà la base"

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Catania, elezioni politiche, lino leanza, nicola d'agostino, Salvo Calogero, Tony Recca, udc, Politica
CATANIA – Ancora non sono noti i nomi, ma l'Udc catanese ha stabilito le modalità per la scelta delle candidature alla Camera e al Senato per le elezioni politiche di febbraio. Lo ha fatto nel pomeriggio, nel corso di un'affollatissima runione del comitato provinciale, terminata da poco, alla quale era presente tutto, o quasi, il gruppo provinciale, comprese le new entry, Nicola D'Agostino e Lino Leanza, freschi di passaggio al partito di Pierferdinando Casini.

Tra gli altri, c'erano anche il presidente della Commissione Affari Istituzionali all’Ars, Marco Forzese, il direttore generale del Garibaldi, Angelo Pellicanò e il Rettore dell’Università di Catania, Toni Recca che proprio oggi ha passato il "comando" dell'Università al prorettore, la professoressa Carnazza, proprio per dedicarsi alla campagna elettorale.

E proprio il nome del rettore è stato l'unico venuto fuori come certo nel corso dell'assemblea: dovrebbe infatti essere Recca il capolista al Senato, stando almeno alle parole del segretario provinciale Udc, Salvo Calogero. Riguardo gli altri, invece, i nomi verranno resi noti solo domani e, indicati dalla base, risponderanno ad alcuni criteri stabiliti dal partito. "L'Udc si sta organizzando – spiega Calogero a LiveSiciliaCatania – consultando la base per avere indicazioni su ogni candidato. La gente chiede rinnovamento – aggiunge – vuole che vengano individuati, selezionati e inviati a Roma persone preparate e con la fedina penale pulita". E sui nomi: "Il rettore sarà probabilmente capolista al Senato".

Tre i criteri stabiliti dalla segreteria nazionale del partito, per la scelta delle candidature, che verranno valutate, su mandato della base, dal segretario Calogero e al presidente del comitato, Angelo Spina: certificato penale, dichiarazione dei redditi, curriculum vitae. Un aspetto, quest'ultimo, evidenziato da Forzese che ha insistito proprio sulla necessità che la scelta venga effettuata con criteri oggettivi che possano portare a Roma persone utili al territorio. Tutti concordi peri criteri di scelta, dunque, e nel volere il nuovo percorso politico caratterizzato dal cambiamento, ma gli esponenti centristi sanno che sarà dura giustificare ai cittadini l'alleanza con Mario Monti. questoaspetto, infatti, non sembra aver convinto tutti gli esponenti del partito, alcuni dei quali decisamente contrari all'agenda dettata dall'ex premier, ma pare che questo non costituisca un problema, almeno per la segreteria catanese.

"È vero che Monti viene percepito da parte di qualcuno, soprattutto da parte di molti cittadini, come l'uomo delle tasse, del rigore, dell crisi. Ma noi, viceversa, pensiamo che sia stato l'uomo della provvidenza che, a un certo punto, ci ha tirato fuori da una situazione estremamente grave. È difficile veicolare questo messaggio- conclude Calogero- ma confidiamo che da oggi e fino alle elezioni, riusciremo a convincere gli elettori della necessità di aderire al progetto di risanamento".

 


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