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Oggi assemblea Sicet

Emergenza abitativa in città
Inquilini sul piede di guerra

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Carlo D'Alessandro, Catania, emergenza abitativa, iacp, Sicet, Economia
CATANIA – È sempre più emergenza abitativa in città. Tornano a protestare gli inquilini, supportati dal Sicet, pronti a organizzare lo sciopero generale della casa contro l’immobilismo della politica e delle istituzioni nei confronti dell’assenza di alloggi popolari sufficienti per soddisfare la richiesta della popolazione. Tra qualche ora, infatti, un’assemblea stabilirà le modalità della nuova mobilitazione nel caso in cui non arrivassero le risposte da parte della Prefettura e dell’amministrazione comunale per far fronte alla problematica che rischia di creare tensione sociale.

“Lo scorso 20 ottobre, i rappresentanti della Prefettura avevano preso l’impegno di convocare un tavolo di concertazione con il sindacato per affrontare la grave emergenza – spiega a LiveSiciliaCatania Carlo D’Alessandro, segretario provinciale del Sicet - ma, a distanza di mesi, non è giunta una sola delle risposte che stavamo aspettando. Per questo oggi – continua – cercheremo di fare il punto della situazione e decideremo le modalità di protesta, qualora le istituzioni rimanessero ancora in silenzio”.

Sono i numeri a raccontare di una vera e propria emergenza, secondo D’Alessandro: sono infatti 9 mila le richieste per un alloggio popolare o convenzionato nella sola città di Catania mentre superano il 90% gli sfratti per morosità. Tutto questo di fronte alla mancanza di case disponibili, almeno fino a quando non verranno consegnati i 144 alloggi già costruiti a Librino, da parte dell’Iacp, e a una graduatoria ferma al 2002. “L’edilizia convenzionata, sia comunale che gestita dall’Iacp – aggiunge D’Alessandro - è ferma al palo mentre cresce e a livelli esponenziali il disagio abitativo, eppure in città sono ampiamente tollerate le occupazioni abusive”.

Nemmeno il Social housing, un percorso predisposto dall’amministrazione comunale per coinvolgere i provati e fare in modo che questi affittino i propri appartamenti – il più delle volte sfitti - a canone concordato, sembra aver sortito il benchè minimo effetto, secondo D’Alessandro. “Di Social Housing – sottolinea – si sente parlare da tempo, ma non si vede ancora nessun risultato, nemmeno timido e, nel frattempo, cresce il numero delle famiglie costrette a vivere nell’incertezza”. Oltre all’apertura di un tavolo di confronto, la richiesta del Sicet è quella di accelerare la consegna degli alloggi pronti, ancora non assegnati e recuperare il patrimonio abitativo cittadino non sfruttato. Non solo: gli inquilini chiedono anche programmazione a breve termine da parte dell’amministrazione. “Perché l’emergenza – conclude D’Alessandro –è adesso e si fa ogni minuto più grave”.

 

 


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