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Nessun finanziatore ha voluto scommettersi

Dalla A1 all'amara scomparsa
Il San Gregorio recrimina

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Ricordo sbiadito: San Gregorio fa festa per la A1



CATANIA. Dal ruolo di grande protagonista alla caduta fragorosa senza possibilità di scampo. Come si suol dire: “dalle stelle alle stalle”. È ciò che è toccato alla società San Gregorio Catania Rugby, recentemente protagonista ai massimi livelli della pallovale nazionale, nel campionato d’Eccellenza, ma in poco tempo - ovvero negli ultimi sei mesi - costretta ad una resa amara ed inspiegabile. Ebbene, la squadra etnea è scomparsa dal rugby che conta in men che non si dica… Problemi economici: mancanza di fondi istituzionali, assenza o quasi di aiuti dal mondo dell’imprenditoria, sempre meno avvezzo al sostegno alle piccole realtà sportive diventate grandi, come, appunto, il San Gregorio Catania. Tutti problemi di certo non di poco conto che hanno costretto la dirigenza etnea a tirare i remi in barca. In primis gli enti istituzionali che non hanno sovvenzionato più, in alcun modo, le spese pesanti e costanti del club: dalla Regione Siciliana che non ha sbloccato - ancor’oggi - i contributi della passata stagione con conseguente agonia finanziaria del sodalizio verdeblù. Così come gli sponsor hanno voltato le spalle alla bontà del progetto San Gregorio, soprattutto dell’ultimo quinquennio. Visto il perdurare dell’ottusità e del silenzio da parte di tutti, non vi erano più le forze economiche per portare avanti degnamente ed a testa alta un campionato di A1 che si era fatto già piuttosto complicato per via dei mille problemi organizzativi e logistici.

La società rugbistica etnea si è sentita - e si è vista - abbandonata da tutti. Non sono serviti a nulla gli appelli lanciati dal presidente Rudy Valastro, già un mese prima di ufficializzare il ritiro della squadra dal campionato. “È stata una grande amarezza essere stati costretti ad arrivare a tanto – ha ribadito il numero uno del San Gregorio Catania, Valastro – è come se avessero portato via un pezzo della mia vita. Con gli altri componenti della dirigenza ci siamo guardati negli occhi ed abbiamo compiuto il passo più difficile per non compromettere anche quanto di straordinario era stato fatto nelle annate precedenti. Non avevamo più la forza di andare avanti da soli, era una situazione economico-finanziaria ormai insostenibile, ecco perché abbiamo preferito chiudere i giochi garantendo gli impegni presi con tutti, giocatori e staff tecnico in primis uscendo di scena a testa altissima. Il nostro futuro d’ora in avanti sarà incentrato sul settore giovanile – ha concluso il presidente etneo – abbiamo con noi tanti tecnici bravi e valorosi che faranno da chioccia ai tanti piccoli talenti che si affacciano al mondo del rugby e di cui il nostro settore giovanile dispone e si fa vanto.”

E pensare che nella scorsa stagione la squadra verdeblù, guidata allora da Orazio Arancio, aveva riscritto la storia del rugby siciliano conquistando la storica partecipazione al massimo campionato nazionale, contando su poco più di 20 anni di storia del club. Una scalata ai vertici che era partita nel 2007 dalla Serie C, passando per i tornei di B, A2 e A1, ottenendo sul campo promozioni in serie. Una risalita prorompente verso i vertici che aveva avuto dell’inarrestabile, tant’è che il San Gregorio era arrivato a toccare anche il record di promozioni in un solo lustro. Il raggiungimento dell’Eccellenza rappresentava l’apice del sogno che per il San Gregorio Catania era divenuto realtà. Poi, l’anno scorso appunto, una stagione disgraziata che ha reso impossibile il mantenimento della massima categoria, sebbene la squadra del San Gregorio non era di certo la più debole del torneo. Il ritorno in A1 è stato brevissimo, fatto di un avvio di campionato contraddistinto da sole sconfitte, vuoi per lo smembramento totale della squadra protagonista in Eccellenza, vuoi - oltretutto - per la mancanza d’esperienza dei nuovi, molti dei quali promossi dalla Serie C e dal settore giovanile in prima squadra.

L’epilogo è già noto. La morale, invece, deve far riflettere: se non si offrono aiuti e sostentamenti alle realtà sane e orgogliose degli sport cosiddetti minori, se non si limita in futuro il ruolo del calcio accentratore, di episodi simili al quello che è accaduto al San Gregorio Catania Rugby se ne verificheranno a ripetizione!


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