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EMERGENZA LAVORO

Vento di protesta
Il 2012 tra vertenze e incognite

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, Economia
CATANIA - Si chiude un anno ma restano aperte numerose vertenze. A Catania l’emergenza lavoro non conosce soste. I luoghi simbolo della crisi sono tanti. C’è Piazza Università che più che per il palco che ospiterà la festosa kermesse di fine anno, verrà ricordata per l’infinito presidio dei lavoratori socio assistenziali. Ottanta giorni al freddo e con le tasche vuote. Sono otto le mensilità arretrate e ben 850 gli operatori senza stipendio.

C’è la Prefettura che quest’anno ha visto la presenza di centinaia di lavoratori in sit in. Ci sono le oltre duecento botteghe commerciali sfitte del centro storico. Una situazione drammatica che riguarda tanti catanesi e che colpisce, senza distinzioni, numerosi settori.

L’ultimo giorno dell’anno sarà amaro per tanti: gli ex dipendenti della
Riela e delle emittenti televisive Telecolor e Antenna Sicilia, i settantasette della ex Cesame, i lavoratori delle partecipate messe in liquidazione. L’anno vecchio va via e porta con se mille e settecento posti di lavoro e 143 aziende in meno nel settore edile. E’ soprattutto l’incertezza a farla da padrona.

I casi Windjet e Aligrup sono indicativi. A patirne sono di certo i lavoratori ma anche la città che vede chiudere le sue aziende di punta. Meno ricchezza, meno consumi: un circolo vizioso che fa paura. Lo stato di salute degli enti locali è eufemisticamente “cagionevole” e i tassi di disoccupazione e di cassa integrazione in continua crescita.

Eppure bisogna ripartire. Lo dicono in tanti soprattutto all’interno dei sindacati. Angelo Villari, segretario della Cgil, pur riconoscendo la gravità della situazione invoca “un’inversione di rotta”. “ La situazione è drammatica in tutti i settori. Servono fatti concreti. Confidiamo nel nuovo governo regionale e nel futuro esecutivo nazionale. Serve un piano straordinario per il lavoro. Occupazione e attività produttive vanno sostenute”.

Gli fa eco la segretaria della Cisl, Rosaria Rotolo. “Serve un lavoro di cooperazione tra sindacati, aziende e istituzioni che non si limiti a risolvere le emergenze ma che sappia sviluppare una progettualità nel lungo periodo. Il lavoro si crea se si operano interventi di valorizzazione del territorio e riqualifica dei trasporti e del sistema industriale in modo da attrarre investimenti”.

 


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