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NATALE 2012

Contrazione nei consumi
Adoc: "Famiglie allo stremo"

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CATANIA - La spesa delle famiglie catanesi per il Natale e il Capodanno sarà equivalente a quella sostenuta nel 1975 al netto dell’inflazione. L’intera somma spesa dai catanesi in media per le festività natalizie somma infatti 180 Euro, pari all’uno e mezzo per cento del reddito disponibile annualmente, in media, nella città. Anche se in realtà si dovrebbe parlare di reddito indisponibile. Secondo i consumatori, infatti, oltre a una quota pari al 45% tra tassazione diretta e contribuzioni obbligatorie e volontarie che decurtano a poco meno di 10.000 Euro la somma netta nelle tasche dei consumatori, vanno considerati ulteriori prelievi pari a circa 1200 Euro in favore degli enti locali per servizi spesso nemmeno resi, quali la depurazione delle acque o la raccolta differenziata dei rifiuti.

Il saldo del reddito disponibile è quindi di soli 8.800 Euro, per una famiglia di quattro persone. E’ per questo che i consumatori hanno voluto chiarire le conseguenze pratiche di questa povertà di ritorno dovuta ad un eccesso di sprechi e tassazione che non accenna a fermarsi.

“La crisi a Catania significa sostanzialmente una contrazione dei consumi che ha portato le vendite a ridursi di un altro 30% sullo stesso periodo dello scorso anno. Con questo Natale e il Capodanno 2013 la riduzione dei consumi arriva a poco oltre il 50%, nei settori non alimentari, rispetto al 2012.” Ad affermarlo è Claudio Melchiorre, presidente Adoc Catania e coordinatore dell’Istituto dei consumatori che hanno, vista la gravità della situazione, deciso di convocare un’assemblea generale dei loro iscritti all’associazione per il prossimo 27 gennaio. “Speriamo di poter avere con noi i rappresentanti delle imprese catanesi e siciliane per poter discutere insieme sulle strategie da adottare per restituire fiato e garanzie ai consumatori siciliani.” Secondo Adoc e ConsumerInst quello di questi giorni, infatti, è il peggior Natale-Capodanno dal 1975.

“Nella nostra storia, non si era mai visto da allora un periodo così nero, con un reddito familiare disponibile così ridotto da farci fare un salto indietro di quasi quaranta anni.” I  consumatori hanno infatti parametrato spese, reddito, aspettative sulla produzione futura e trend nazionali nel 2012 e nelle annualità pregresse. La prima corrispondenza negli indici risale quindi a quella data.

“Il nostro prodotto registrato dalle statistiche è infatti ancora superiore a quello di quell’epoca, ma la rapidità della discesa del PIL su dati semplici e non composti dell’Italia, ci fa ottenere un regresso impressionante, con una spirale negativa che ci riporta al periodo della nostra rivoluzione industriale.”

Le famiglie sono allo stremo e il guaio è che la maggiore povertà riduce sensibilmente anche i diritti, come dimostrano i troppo pochi ricorsi in commissione tributaria per gli errori e le illegittimità tributarie perpetrate ai danni dei contribuenti in questi anni. “Con queste premesse, difficilmente la crisi si potrà risolvere. Abbiamo bisogno di fiducia e le Istituzioni, anziché vessare i contribuenti, dovrebbero partecipare alla ripresa di un clima di collaborazione, legalità, trasparenza.”

Secondo l’Adoc, per salvare la società siciliana dal crollo socio economico occorre un piano di rilancio economico da 4 o punti di PIL in più per i prossimi dieci anni. “Se questo non accadrà, povertà, truffe e illegalità diromperanno.”


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