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verso le politiche

Comunisti Italiani con Ingroia
Licandro presenta il progetto

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Catania, ingroia, licandro, rivoluzione civile
CATANIA - l segretario provinciale del Pdci, Salvatore La Rosa, ha evidenziato come la campagna elettorale delle politiche sarà «complessa, in una situazione magmatica, tipica di una gravissima crisi economica, sociale e politica». Accanto a lui Orazio Licandro, coordinatore della segreteria nazionale del Pdci, ma anche uno dei promotori, insieme a Ingroia e ai sindaci di Palermo e Napoli, Orlando e De Magistris, del manifesto “Io ci sto”.

Licandro ha presentato il simbolo di “Rivoluzione civile” (che, oltre al brand e al cognome di Ingroia, presenta una stilizzazione de “Il quarto stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo) e ha spiegato come si tratti di un «grande esperimento in un quadro politico ingessato, fossilizzato attorno al pensiero unico del liberismo, da dove sono state cancellate la solidarietà, la partecipazione, l’idea di democrazia e anche l’idea di sinistra».

Un esperimento ambizioso, quindi, soprattutto per la rottura operata dei vecchi schemi. «Ci sono buoni partiti e buona società civile», ha proseguito Licandro, «come in questi anni vi è stata una pessima società civile che si è riconosciuta in Berlusconi».

Il numero 2 del Pdci ha anche chiarito il senso del “fate un passo indietro” rivolto ai partiti da Ingroia, chiesto «per consentire alla società civile di farne uno avanti per poi fare insieme un “passo incontro”, perché politica e società civile che confliggono hanno semplicemente condotto all’antipolitica, mentre qui invece si tratta di camminare insieme».

Di sicuro effetto l’elenco delle personalità che hanno già aderito al progetto neocomunista: il vignettista Vauro, Milly Moratti, Fiorella Mannoia, Margherita Hack, Salvatore Borsellino e le Agende rosse, Franco La Torre, figlio del segretario regionale del Pci Pio La Torre, assassinato dalla Mafia, Tina Montinaro, Libera e altri ancora.

Non è comunque ancora giunta risposta alle numerose sollecitazioni fatte da Ingroia al Partito democratico «per una interlocuzione che non significa necessariamente alleanza». Come non significa assolutamente essere “ruota di scorta”. Comprensibilmente, se il Pd respingerà le richieste di confronto di Rivoluzione civile, Ingroia si presenterà quale candidato premier. «Se però il partito di Bersani vorrà interloquire non sarà certo a scatola chiusa», ha sottolineato Licandro, forte anche di alcuni sondaggi robusti oltre che di costanti adesioni ai comitati “Io ci sto”. Nati, per inciso, da tre siciliani e un campano. «Simboli di un Meridione», ha concluso Licandro, «che non ce la fa più e vuole cambiare. Con una rivoluzione, ma civile».

 


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