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PALAZZO DEGLI ELEFANTI

Catania o Roma:
il bivio di Stancanelli

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Catania, comune, dimissioni, elezioni, stancanelli
CATANIA - L’ultima nave per Palazzo Madama salpa domani da Palazzo degli Elefanti alle 12. Minuto più, minuto meno. Alla fine sarà stata un scelta soffertissima (il superlativo assoluto ci sta davvero tutto) ma diretta conseguenza dello sconvolgimento politico in atto all’interno dell'usurato Popolo delle Libertà. Raffaele Stancanelli i galloni di sindaco al petto ce li ha ancora: in attesa di formalizzare quelle dimissioni che lo porteranno a disposizione del nuovo progetto politico targato La Russa-Meloni-Crosetto nel quale ricoprirà il ruolo di coordinatore regionale. Oltrechè di candidato ad uno scranno del Senato nella lista “Fratelli d’Italia”. Oggi, il sindaco Stancanelli, è stato in visita alla redazione di LiveSiciliaCatania. Ha incontrato i cronisti della redazione, il coordinatore Antonio Condorelli, portato i saluti al direttore Francesco Foresta. Non una visita di commiato bensì un attestato di stima per il lavoro compiuto da una squadra che si è insediata a Catania da nemmeno due mesi: “Mi complimento perché vi dico con sincerità che siete molto seguiti”, ha detto. Ed i complimenti non fanno mai male. Non parla di dimissioni, Stancanelli. Anche se nel preambolo dei saluti una collega chiede: “Ma come dovremo chiamarla da domani?”, e lui: “Mi si può sempre chiamare ‘avvocato’”. Ed allora, affrontiamo subito l’argomento.

 Sindaco, dunque è fatta: le toccherà lasciare Catania.

Ma guardi, ho letto tante cose su di me in questi giorni e questo mi dispiace perché significa che ancora non mi si conosce: quando ho detto che sono combattuto e che sono in difficoltà, dicevo la verità. Io me lo pongo il problema su come si può lasciare Catania dopo aver fatto tanti sacrifici. Io questa sera terminerò la serie di incontri che mi riguardano ed entro stasera prendere la scelta: la migliore possibile per la città e per me stesso.

 Una notte che porterà consiglio e, poi, domani l’annuncio?

No, non una notte: io sono convinto che questa sera avrò le idee chiarissime. Sto trovando da tante persone una grande adesione nei confronti della mia persona: lo sapevo, in verità, ma non fino a questo punto. Seguirò la mia coscienza.

Lei, però ha incassato anche un elogio che va in una direzione precisa da parte dell’ex ministro La Russa che le ha apertamente detto: “Raffaele, io mi fido solo di te. Devi stare con me”.

E’ chiaro: io sono uno dei fondatori del Centrodestra Nazionale-Fratelli d’Italia ed abbiamo costituito il partiot per cui starò certamente a fianco non solo di La Russa ma anche di Giorgia Meloni e di Guido Crosetto per questo atto di coraggio che stanno facendo e che sto facendo. E’ difficile ad un mese e mezzo dalle elezioni fondare un partito. Non ci sono i soldi, non c’è la visibilità: ma stiamo facendo un atto d’amore verso quei milioni di italiani che sono di centrodestra ma che purtroppo nell’ultimo anno si sono sentiti sfiduciati ed abbandonati.

E ci sarà una lista Fratelli d’Italia che correrà, dunque, per il Parlamento.

Sì, certo che ci sarà: una lista presente sia alla Camera, sia al Senato. Tenteremo di mettere quante più persone, quanti più giovani possibile per dare nuovo smalto al centrodestra italiano.

Ipotizziamo la sua scelta: quella di correre per le Camere. Ma è realistico che, dopo, lei venga a candidarsi comunque a sindaco?

Io ho sempre detto che il mio desiderio, dopo quattro anni e mezzo di lavoro rigoroso ed impegnativo, di sottopormi al giudizio dei catanesi per chiedere loro se sono contenti del mio operato: se vogliono che io continui nel mio operato o se non lo vogliono. Se vogliono tornare al passato, a vecchie logiche in cui si spendeva per essere più visibili, all’avvicinarsi di personaggi che utilizzano Catania per le loro fortune personali. Io ho utilizzato un altro criterio che è quello della lesina, del rigore e del riordino dei conti.

E dunque, un sì: un possibile ritorno di Stancanelli da candidato a sindaco. Sul versante opposto come vede la “battaglia” Bianco-Berretta? E poi c’è anche il Movimento 5 stelle.

Io normalmente non inizio mai polemiche e non entro nei problemi degli altri partiti. Saranno i catanesi a decidere se continuare con un rapporto serio e trasparente con il sindaco Stancanelli premiandolo per il lavoro che ha fatto oppure tornare a vecchi schemi. I catanesi sono liberi di farlo.

Alle politiche di febbraio con chi si coalizzerà Fratelli d’Italia?

Non possiamo non stare nel centrodestra. Siamo uomini di destra che abbiamo fatto questo percorso con persone che hanno svolto anche esperienze: riformista, liberale, repubblicana, cattolica. Qual è il motivo della nascita del nuovo movimento? E’ inutile nascondersi: nell’ultimo anno il Popolo delle Libertà ha incominciato a deludere i cittadini, dunque, noi abbiamo il dovere di riattaccare nei cittadini speranza e fiducia. La nostra sarà una forza pulita che dirà che non si può andare con la sinistra; che non si possono fare governi tecnici in cui si sta tutti assieme; che non si può stare con Monti perché ha abbassato il tenore di vita degli italiani recuperando tasse ed ammazzando i Comuni che sono stati rapinati dal governo nazionale.

Dopo le feste prenoterà un rientro a casa o fa già il biglietto per Roma?

Resto a Catania comunque anche se mi impegnerò per questo partito che può essere speranza per tanti siciliani.


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