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Bronte

Schifani sceglie i giovani
"Non mi candido a premier"

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BRONTE -“Spero, in futuro, di dedicarmi ancora di più ai giovani, per trasmettere a Loro le mie esperienze, per aiutarli a crescere, in modo da creare una nuova classe dirigente che sia più vicina al popolo e ai loro Bisogni”. Così il Presidente del Senato Renato Schifani, ha concluso il suo discorso nella Sala Consiliare del Comune di Bronte, in cui è andato in visita ufficiale.

Una giornata cominciata a mezzogiorno circa, davanti alla casa Comunale, ospite del suo collega senatore
Pino Firrarello. Ad attenderlo, oltre a decine di cittadini comuni, il Prefetto di Catania Francesca Cannizzo, i vertici Comunali e Provinciali di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Corpo Forestale, diversi Sindaci dei Comuni vicini, diversi deputati nazionali e regionali, i Consiglieri Comunali di Bronte, e di diversi paesi vicini. A fare gli onori di casa, oltre al sindaco, il Presidente del Consiglio Comunale di Bronte, dott. Salvatore Gullotta.

Prima di salire al Comune, il presidente ha risposto alle varie domande dei giornalisti. La più gettonata è stata quella di saper se si candidava a Premier o se sarebbe rimasto al fianco di Berlusconi. “Il mio candidato premier c’è e si chiama Silvio Berlusconi” - ha risposto il Presidente del Senato -  non vedo il motivo per cui mi debba candidare, quando il nostro soggetto politico ha già le idee abbastanza chiare”. Poi l’abbraccio della folla in aula, e dopo il saluto del Presidente del Consiglio, “orgoglioso di avere al suo Fiano la seconda carica Istituzionale del Paese” è stata la volta del saluto dei Capi gruppo Sgrò, Di Mulo, Spanò, Proietto e Saitta.

Tutti oltre a dare il loro benvenuto al Presidente hanno parlato della storia di Bronte, dei personaggi illustri,che sono passati da Bronte, e di come negli anni questa comunità abbia pagato molto per la sua voglia di Libertà e di democrazia, poi il discorso del Sindaco Firrarello, che oltre a elogiare la laboriosità dei Brontesi, ha parlato di come i Sindaci e le Amministrazioni locali, siano ormai ridotte ad un ruolo di esattori dello Stato, e non hanno più nessuna autonomia né legislativa né economica. “Un sindaco – ha dichiarato Firrarello – ormai riceve persone che hanno bisogno di tutto, e che non hanno più neanche i soldi per comprarsi un tozzo di pane”.

Nella sua replica Schifani, oltre a sentirsi orgoglioso di parlare in una Sala Consiliare vera espressione delle democrazia e della politica, ha ribadito alcuni concetti fondamentali della sua attività: “In questi 5 anni al Senato, ho avuto ospiti oltre 300 mila giovani, per fare conoscere Loro le attività politiche e Amministrative dello Stato, ma sono deluso, per non avere approvato una nuova legge elettorale, infatti, un sistema come il nostro, che non elegge i propri rappresentanti, ma li nomina, non è degno di una vera democrazia, è necessario cambiare le regole, e il non averlo fatto in questi 5 anni, con le Commissioni che facevano melina per non cambiare nulla, è una sconfitta per la democrazia”. Poi un pensiero anche per Monti, “Se Monti si candida, si aprirà un confronto politico, in cui ognuno si assume le proprie responsabilità, del resto Lui è il Presidente del Consiglio attuale e la gente valuterà l’operato di ognuno”.

Nella prossima legislatura –continua Schifani – mi auguro che non vengano più chiesti sacrifici agli Enti Locali e soprattutto ai cittadini, lo Stato deve recuperare guardando alla riduzione dei costi della politica, delle dismissioni di beni immobili inutili e costosi, e inoltre, è necessario ridurre la burocrazia, un cittadino non può aspettare mesi per avere un’autorizzazione per aprire un’attività o altro. La semplificazione dell’amministrazione e la lotta alla burocrazia devono essere tra le priorità del nuovo governo”. Alla fine, dopo avere ringraziato tutti per la partecipazione ha avuto parole di elogio per la Sicilia: “ Sono contento di quanto ho fatto in questi 5 anni, ma soprattutto felice per quanto la Sicilia mi ha dato, per questo ogni fine settimana o quando gli impegni istituzionali me lo consentono, torno sempre a casa. Il mio futuro è coi giovani – ha concluso Schifani - “Spero, di dedicarmi ancora di più ai giovani, per trasmettere a Loro le mie esperienze, per aiutarli a crescere, in modo da creare una nuova classe dirigente che sia più vicina al popolo e ai loro bisogni”.

Alla fine, il Presidente del Consiglio, Salvatore Gullotta, ha fatto dono al Presidente Schifani, di una copia del libro “Memorie Storiche di Bronte” di Benedetto Radice, mentre il Sindaco, Firrarello, ha donato una pergamena a ricordo della sua visita a Bronte.


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