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Dai cd alla realtà

Natale in cella per Vezzosi
Udienza del Riesame e nuove canzoni

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CATANIA - Gianni Vezzosi libero: lo hanno chiesto oggi, davanti al Tribunale del Riesame, gli avvocati del noto cantante catanese che si trova ristretto nel carcere di Piazza Lanza con l'accusa di aver fatto aggredire per motivi personali l'amico di una donna con cui aveva avuto una relazione. L'uomo, difeso dagli avvocati
Ruggero Razza e Giampiero Alfarini, ha fatto ricorso: i suoi legali chiedono che l'ordinanza di custodia cautelare venga revocata.

Secondo i difensori del cantante, autore di canzoni napoletane molto conosciuto in città e sul web, Vezzosi non c'era niente con il pestaggio e anzi non si trovava nei pressi di via Di Prima, nel quartiere di San Berillo,  quando sono scattate le bastonate nei confronti della vittima. Ci sarebbe anche un video che lo scagiona in pieno, dimostrando che in realtà in quel momento si trovava in sala di registrazione, e anche alcuni alcuni testimoni sono pronti a giurare la sua estraneità. I legali hanno consegnato tutto il materiale informatico e testimoniale al Tribunale: sottolineano la volontà di non entrare nel merito delle valutazioni presentate ed aspettano una decisione dopo le feste natalizie.

Per l'accusa, invece, era stato proprio lui a chiedere a due sicari di prendere a bastonate l'amico della donna e, per rafforzare il messaggio, a dirgli che quelle botte gliele mandava proprio lui per punirlo di uno sgarro personale e fargli capire che non doveva impicciarsi in cose di famiglia. La vittima, un quarantenne di Siracusa, era finito in prognosi riservata ed aveva rimediato ferite al torace e al volto. Vezzosi era stato fermato dai carabinieri per lesioni.

Il carcere, intanto, non spegne la verve creativa del cantante: canta in cella, ha scritto altre canzoni - tra le sue più famose ci sono "O killer", "L'arresto" e "Arresti domiciliari" - sulla sua esperienza detentiva , e riceve lettere dai fan. Tra le strofe delle sue canzoni napoletane, c'è pure quella che recita "O brigadiere, sapimm quant e cara a libertà.."


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