Live Sicilia

L'intervista

Concerto alle Terme Achilleane
E' di scena l'hang

VOTA
5/5
2 voti

Catania, hang, Marco Salvaggio, Terme Achilleane, Cronaca
CATANIA - Contaminazioni sonore. Ricerca. Voglia continua di sperimentazione. Marco Selvaggio, avvocato di professione e hang player per passione, è uno dei pochi musicisti al mondo a suonare uno strumento musicale che per molti rimane ancora da scoprire e conoscere. Protagonista alle Terme Achilliane insieme a “The Autumn Leaves” di un evento sposato dal Comune di Catania.

Che ci fa, alle Terme Achilliane, un hang accanto ad un violino, un’arpa e ad un violoncello?

È una nuova avventura. Suoneremo alle Terme grazie anche al sostegno dell’assessore Serafini che ha voluto inserire l’evento all’interno del programma del Comune di Catania relativo alle festività natalizie. Insieme a me, il violinista Nicolò Borgese, il chitarrista Giuliano Fondacaro, il violoncellista Salvo Mammoliti, alla voce Elisa Argentino e all’arpa Gaia Sessa.

Che tipo di concerto sarà?

Molto suggestivo, proprio come lo spazio in cui sorgono le terme: in piazza Duomo, in un luogo in cui scorre il fiume Amenano. Suggestività che si addice ad uno strumento musicale come l’hang, particolare e che ancora a Catania molta gente non conosce. L’evento è riservato a gruppi di 20 persone, considerate le esigue dimensioni della location. Sarà l’occasione ideale per rivisitare anche alcuni brani che fanno parte del mio album con l’accompagnamento di altri strumenti musicali.

Quanti, in Italia, suonano l’hang?

Non siamo moltissimi. È uno strumento artigianale, idiofono in metallo, creato in Svizzera che in molti negozi di musica si disconosce ancora. Saremo, più o meno, 5 gli artisti. Oltre al suono molto particolare che emana, la particolarità dell’hang è che si presta sempre a nuove sperimentazioni: ad esempio, con la musica lirica, come accadrà in occasione dell’evento, ma anche con generi totalmente differenti quali l’house e l’elettronica.

Quando nasce la tua passione per la musica?

Mio padre suona la chitarra e l’armonica, è stato lui a trasmettermi l’amore per la musica sin da bambino. Poi ho continuato ascoltando i Beatles, 10 anni fa ho cominciato a suonare musica tradizionale africana e da 3 l’hang.

Hai partecipato, nel 2004, anche alla notte bianca di Parigi. All’estero la tua musica è stata particolarmente recepita, a Catania?

Ho avuto l’occasione di suonare in molte città: diverse volte a Londra, Monaco, Malta, ma anche a Roma e a Milano. Spesso in occasione di sfilate di moda, inaugurazioni di musei o serate di musica house. Catania, purtroppo, dal punto di vista delle sperimentazioni sonore si rivela un pò “chiusa”. In città, infatti, la maggiorparte degli eventi per far conoscere l’hang e la mia musica li organizzo senza il particolare sostegno dei gruppi organizzativi. Speriamo di allargare sempre più l’interesse dei catanesi verso nuove realtà musicali, anche se mi ritengo fortunato perché tutto ciò, pian piano, sta già accadendo.

Lo speri tanto?

Sì, perché è un po' paradossale che un artista catanese suoni a Londra e meno nella sua città di origine perché non riesce ad avere lo spazio che merita. Ovviamente non parlo solo della mia esperienza, Catania vanta artisti molto validi che vivono il mio stesso problema.

Progetti per il prossimo anno?

C’è in cantiere la realizzazione del nuovo album e un concerto a giugno. Ma è tutto top secret.

Qualche anticipazione?

Sarà un progetto molto particolare in cui il suono dell’hang si conofonderà con quello del violoncello, del violino, dell’arpa. Un album dalle sonorità nuove e ancora inesplorate.


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php