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BONANNI A CATANIA

"Uscire dalla crisi?
Serve cambio di passo"

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Raffaele Bonanni

Raffaele Bonanni



CATANIA - "La ripresa arriverà se faremo in modo che possa davvero arrivare attraverso iniziative forti in Europa e in Italia". Un Raffaele Bonanni come non eravamo abituati ad ascoltare da tempo. Il segretario della Cisl, a Catania per presenziare ai lavori del consiglio generale catanese per l'elezione del nuovo segretario, è ottimista sul futuro, anche se certo la ricetta da "cucinare" non è semplice. "Occorre costruire l'Europa politica - avvisa - e in Italia occorre mettere mano ai dissesti nei vari territori: sono tutti fattori dello sviluppo che sono completamente avariati e bisogna ricostruirli altrimenti non ci saranno investimenti e senza investimenti non ci sarà ripresa". "Per uscire dalla crisi - osserva Bonanni - occorre un cambio di passo, di mentalità, di umori, di volontà. Il Paese è addormentato e ripiegato su sé stesso".

E' un fiume il segretario generale della Cisl, che per un momento torna l'implacabile Bonanni, quello senza peli sulla lingua. Le colpe sulla deflagrazione del Paese? Chiaro per il sindacalista il perché di una nazione in piena recessione, e il dito è sempre puntato lì, sulla politica: "L'Italia ha sprecato, é chiaro che perde potere. L'Italia deve mettere a posto i propri conti". La sua analisi si sposta poi sulla terra che oggi lo ospita.  "Catania e la Sicilia deve curare tutti gli sprechi e le ruberie che ci sono e deve mettere a posto i territori: Catania negli anni Sessanta era una meta ambita degli investitori stranieri ed italiani. Lo è ancora? Perché non lo é? Ci sono molte questioni che non funzionano". E allora benzina ai motori: "bisogna far funzionare tutto ciò che porta l'investitore a venire: costi inferiori di energia, infrastrutture più funzionanti, pubblica amministrazione funzionante, giustizia più veloce".

Le ultime battute sono sul futuro politico dell'Italia . Sul primo punto Bonanni ha l'impeto del diniego più assoluto: "No al populismo di destra e sinistra". Silvio Berlusconi si candida? "Il pericolo è di 'cloroformizzare' ancora di più il popolo italiano". Monti Bis, allora? Il segretario della Cisl si affida alla logica: "Se lo chiedono tutti vuol dire che c'é una ragione". Per il sindacalista il Premier "ha lavorato molto bene in Europa, meno bene in Italia". Perchè? La risposta è in perfetto stile Bonanni: "Non gli hanno fatto fare quasi niente".


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