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L'ANALISI

Salvi: "Lavoro investigativo accurato"

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Catania, cursoti milanesi, droga, salvi, Villaggio Sant'Agata
CATANIA - I bersagli della mafia cambiano. Il blitz antidroga dei carabinieri di oggi, culminato con 11 arresti di affiliati al clan dei Cursoti Milanesi ,mescola le carte in tavola fornendo nuovi elementi sul modus operandi della criminalità organizzata in fatto di traffico di stupefacenti e rapine. E la scoperta più sorprendente è che nel mirino della mafia ci sono i piccoli imprenditori, come i tabaccai, e non le banche. Le cassa degli esercizi commerciali fa più gola di una caveau di un istituto di credito. Il procuratore della Repubblica di Catania, Giovanni Salvi, analizza l'operazione di oggi: "Si colpisce nuovamente una organizzazione, piuttosto significativa, dei cursoti milanesi che aveva in passato operato nel Villaggio Sant'agata, che ora ritorniamo a colpire nello stesso ambiente". Il Clan si riappropria del quartiere dopo anni, controllandolo attraverso i business cosiddetti tradizionali: stupefacenti e rapine. Salvi, nel corso della conferenza stampa, ha detto che i provvedimenti restrittivi sono stati emessi al termine di "un lavoro investigativo molto accurato che ha consentito di individuare i soggetti e ricostruire gli episodi sia dal punto di vita del traffico di stupefacenti, sia dei furti in danno del patrimonio, che sono molto significativi perché colpivano imprenditori e tabaccai".

Sono le intercettazioni che mettono in luce i nuovi bersagli dei Cursoti Milanesi. "Nelle intercettazioni - ha sottolineato il procuratore di Catania - gli indagati dicevano che oramai le rapine ai tabaccai fruttano più di quelle alle banche, un elemento di colore che fa capire la sistematicità di questa aggressione degli interessi pubblici". Ancora una volta Giovanni Salvi sottolinea il contributo importante dei cittadini. Senza paura i commercianti del quartiere sono andati a sporgere denuncia e questo ha permesso agli investigatori di porre nel giusto ordine i pezzi del mosaico. "Più che una collaborazione dei danneggiati, siccome non si tratta di estorsioni ma di furti, c'é stata la regolare denuncia da parte delle vittime - ha evidenziato - e ciò ha consentito di ricostruire e verificare che ciò che si sentiva nelle intercettazioni rispondeva effettivamente a ciò che era successo".

 


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