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LA SENTENZA

Mafia e pompe funebri
Condannato Natale D'Emanuele

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Catania, condannato natale d'emanuele, pompe funebri, Cronaca
CATANIA – Natale D'Emanuele, cugino del boss Nitto Santapaola, è stato condannato a 21 anni di reclusione nel processo Cherubino, frutto della maxi-operazione della DDA etnea condotta dal pm Iole Boscarino e Giuseppe Gennaro. Oggi è arrivata la sentenza. Natale era stato già condannato in via definitiva per associazione a delinquere di stampo mafioso ed è attualmente recluso con l'accusa di omicidio.

E' il re delle pompe funebri di Catania e i suoi autocarri con ghirlande, pochi mesi addietro, hanno accompagnato il feretro del boss
Pippo Ercolano nella Tenda Ulisse, concessa dal Clero, che ha ospitato le esequie. (GUARDA LE FOTO)


D'Emanuele è stato al centro delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Santo La Causa (LEGGI QUI)

“Natale D’Emanuele- ha raccontato La Causa- l’ho conosciuto negli anni ’80, quando era un parente dei Ferrera- Santapaola e anche un affiliato”. L’occasione dell’incontro sarebbe stata una visita resa allo storico boss della famiglia di Catania Giuseppe Ferrera, in quel momento latitante. E proprio alla famiglia Ferrera- Santapaola si dichiara affiliato La Causa, per un periodo di tempo che anche oggi ha dichiarato intercorrente tra la metà degli anni ’80 e il 28 aprile 2012, giorno in cui ha cominciato a rendere le prime dichiarazioni ai sostituti della Dda. Ma non è l’unica circostanza che riferisce su Natale D’Emanuele. “L’ho incontrato in carcere a Bicocca, tra il 2009 e il 2012- ricorda- prima che venissero a notificarmi il 41 bis. Gli spiegai che non poteva procedere ad affiliazioni in carcere, ma lui lo faceva lo stesso”. Sulla sua attività di imprenditore, poi, La Causa non ha dubbi: “D’Emanuele gestiva l’impresa di pompe funebri mirando al monopolio assoluto”.

La prima sezione penale del Tribunale di Catania presieduta da Alfredo Cavallaro, a latere Enza De Pasquale e Consuelo Corrao, ha condannato Angelo Agosta alla pena di due anni di reclusione e 1000 euro di multa, Salvatore Cannizzaro, Nunzio Cordaro, Filippo D'Angelo, Antonino Mazzarino, Nunzio Morales, Sergio Parisi, Domenico Scalia ed Ercole Tringale a un anno e sei mesi di reclusione

Antonino Salvatore D'Arrigop e Filippo Torrisi sono stati condannati alla pena di due anni e otto mesi di reclusione ciascuno.

Francesco Pennisi, Sebastiano Murabito, Carmelo Giuseppe Raimondo sono condannati a 5 anni e 4 mesi di reclusione.

Natale D'Emanuele è stato condannato a 21 anni di carcere, Andrea D'Emanuele è stato condannato alla pena di anni tredici di reclusione.

Salvatore Gulisano e Pietro Santangelo sono stati condannati a 3 anni di carcere. Rosario Romeo, alla pena di 7 anni e 4mesi, Giuseppe Schiaccianone alla pena di sei mesi di reclusione, Francesco Spinale alla pena di 12anni, Massimo Vecchio alla pena di 7 anni di reclusione.

Per Natale D'Emanuele, Andrea Sebastiano D'Emanuele, Francesco Murabito, Carmelo Raimondo, Rosario Romeo e Francesco Spinale e Massimo Vecchio è scattata anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.

La confisca dei beni

Il Tribunale ha disposto la confisca di tutte le quote della Geiba Srl, del 50% delle quote della Balnco Pesca Srl, della Edil Immobiliare Srl. E ancora, sono stati confiscati i beni riconducibili a Giuseppe Murabito: Emmegi, Affarissimi Firme e Outlet con sede in paternò e la quota della Atof di Angela Di Mauro.

E' stato confiscato anche il 50% dell'immobile di via Sebastiano Catania intestato a Andrea D'Emanuele, il 50% della società DeD servizi globali Srl di Misterbianco e numerose autovetture.


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