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Villaggio Sant'Agata

Il ritorno dei Cursoti
11 persone arrestate

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CATANIA – Non solo spaccio di sostanze stupenfacenti, la famiglia mafiosa dei Cursoti aveva ripreso il controllo del Villaggio S.Agata, popoloso quartiere che lambisce Librino, una vera e propria città nella città, dove picciotti e boss spadroneggiavano razziando cantieri e supermercati.

Quella che hanno concluso i carbinieri del colonnello
Giuseppe La Gala, sotto il coordinamento del procuratore Capo Giovanni Salvi e del pm Giovannella Scaminaci, è una vera e propria maxi-operazione, scattata alle prime luci dell’alba, che ha coinvolto oltre cento militari. Il Villaggio S.Agata, è stato letteralmente circondato, i Cursoti, avevano trasformato strade e palazzi in una sorta di fortino, epicentro di interessi e affari.

Dall'arresto nel 2009 di Giovanni Sanfilippo, carabinieri e Procura hanno alzato le antenne: pedinamenti, appostamenti e intercettazioni non si contano. I carabinieri hanno documentato le diverse fasi delle spaccio, ma soprattutto i protagonisti del traffico di droga che coinvolgeva i punti strategici del Villaggio S.Agata. Durante le indagini si sono alternati, alla guida del reparto operativo dei carabinieri, i colonnelli Nazareno Santantonio, e Angelo Santo, quest'ultimo nuovo responsabile, arrivato a Catania da qualche settimana, che ha sostituito Santantonio, nel frattempo promosso al comando generale dell'Arma di Roma.

I nomi degli arrestati.

In manette sono finiti Massimo Doni, di 40 anni, Antonino e Giovanni Pitterà, rispettivamente di 40 e 21 anni. A quest'ultimo il provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere.

Sono stati arrestati anche Alfio Natale Rapisarda, di 33 anni, Giovanni e Giuseppe Sanfilippo, rispettivamente di 31 e 37 anni, Rosario Scuderi, di 40, Sebastiano Solferino, di 39, Nicola Zuccarà, di 22, al quale il provvedimento è stato notificato in carcere. Agli arresti domiciliari sono stati posti S. E., di 24 anni, e S. M., di 60.

Le accuse

Sebastiano Solferino, Giovanni Sanfilippo, Giuseppe Sanfilippo, Massimo Doni ed Alfio Rapisarda sono indagati con l'accusa di “Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, per essersi associati tra loro al fine di commettere più delitti ed in particolare per acquistare, detenere, vendere o, comunque, cedere a terzi sostanze stupefacenti del tipo  cocaina e marijuana comprese”. L'associazione “armata”, sarebbe “promossa, costituita, organizzata e diretta, nonché finanziata, daSebastiano Solferino e Giuseppe Sanfilippo”.

Sebastiano Solferino, Giovanni e Giuseppe Sanfilippo, Rosario Scuderi, Massimo Doni ed Alfio Rapisarda sono indagati anche di “traffico di sostanze stupefacenti aggravato, per avere, in concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso ed in tempi diversi, illecitamente acquistato, trasportato, detenuto a fini di spaccio, venduto o, comunque ceduto a terzi sostanze stupefacenti del tipo cocaina e marijuana”.

Le imprese colpite dei Cursoti

I presunti picciotti legati ai Cursoti, secondo le ipotesi degli investigatori, controllavano il quartiere anche attraverso furti a danno di alcune imprese.

Giuseppe Sanfilippo e Massimo Doni, sono accusati di “furto aggravato in concorso”, perché avrebbero sottratto numerosi macchinari alla S.M.C. Di Biagio Sciacca. I due avrebbero anche rubato altro materiale edile del valore di 12mila euro alla S.b.S Costruzioni di Salvatore Borzì. E ancora, Msssimo Doni e Antonino Pittarà, hanno sottratto tiranti, botole e pedane alla Corer Srl di Domenico Russo.

Giovanni Pitterà e Nicola Zuccarà hanno rapinato, pistole alla mano, il supermercato Fortè di viale della Regione.

 

 


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