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SIRIA

Rapito ingegnere catanese
La famiglia chiede il silenzio stampa

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Catania, mario belluomo, rapito ingegnere, sira, Cronaca
SAN GREGORIO - Hanno chiesto il silenzio stampa i familiari di Mario Belluomo, l'ingegnere catanese di 63 anni rapito qualche giorno fa in Siria insieme ad altri due colleghi russi.
La notizia, che la Farnesina non voleva trapelasse all'esterno, è piombata oggi tra conoscenti e vicini di casa dell'uomo, che vive con la moglie ed i figli a Cerza, una frazione di San Gregorio nel catanese. L'appartamento, al primo piano di una palazzina immersa nel verde, sembra deserta, le finestre sono chiuse e nessuno risponde al citofono.

Abitazione dell'Ingegnere Belluomo a San Gregorio (Foto Francesca Marchese)



Nemmeno la moglie, la farmacista di origine greca Elissa Kalambauka che sorride insieme a lui nella foto del suo profilo Facebook. Nemmeno i due figli ventenni, un ragazzo e una ragazza.

Il riserbo è massimo anche da parte della numerosa famiglia dell'uomo, formata da quattro fratelli e una sorella.

A parlare per tutti è il fratello Gianfranco: "Chiediamo ai giornalisti - spiega all'Ansa - di rispettare la nostra scelta. Nostra madre, che è anziana, non sa ancora alcunché e stiamo evitando di farle guardare telegiornali o leggere quotidiani. Sarebbe terribile e scioccante se si presentassero cronisti a casa nostra, potrebbe stare male. Per questo invitiamo tutti a rispettare la nostra privacy".

Gianfranco Belluomo fa sapere di essere a conoscenza del rapimento già da qualche tempo: "Lo sapevamo da giorni - spiega - anche perché non avevamo avuto contatti con mio fratello, che si faceva sentire spesso. Speravamo che la notizia non trapelasse. Meno se ne parla meglio é per la soluzione della vicenda". Belluomo aggiunge che suo fratello "era sereno, e non ha mai mostrato paura o parlato di pericoli" sul luogo di lavoro. "Era andato in Siria da pochi mesi - prosegue - ma era tranquillo, nessuno di noi pensava potesse correre un rischio del genere anche perché fino all'altro giorno non ha avuto alcun problema". Adesso tutte le attenzioni sono rivolti all'anziana mamma, che non sa nulla dell'accaduto: "Se venisse a saperlo - conclude - sarebbe uno shock violento. L'abbiamo 'isolata' dall'informazione, e vorremmo che i giornalisti rispettassero la nostra scelta del silenzio stampa. E' importante per tutti noi".


I vicini di casa di Belluomo lo descrivono come una persona perbene: "Non lo vedo da un paio di mesi - spiega l'agente immobiliare Sergio Cosentino, che abita lì vicino - anche perchè sono persone discrete e riservate. Non sapevamo nemmeno che facesse missioni all'estero. Fanno una vita normale, gente tranquillissima, non hanno mai dato problemi. Onestamente la notizia del rapimento lascia abbastanza sbigottiti. Sono rimasto un po' scioccato". "Persona squisita - lo descrive un'altra vicina di casa - con la quale c'erano ottimi rapporti di vicinato, ma niente di più".

Laureato nell'81 in ingegneria elettrotecnica, l'uomo è uno degli 5.500 iscritti all'ordine degli ingegneri di Catania: "Questo sequestro - spiega il presidente dell'ordine catanese Carmelo Grasso - è il prezzo che si paga in una terra, come la Sicilia, ma anche il resto d'Italia, dove non si trova lavoro e per esercitare la professione si è costretti ad andare all'estero, anche in posti poco sicuri".

Alla famiglia di Belluomo è arrivata la solidarietà del sindaco di San Gregorio Remo Palermo: "Esprimo grande solidarietà per il nostro concittadino e per la sua famiglia. Speriamo che questa vicenda possa risolversi nel migliore dei modi con la piena incolumità dell'ingegnere Belluomo. Conosco personalmente l'Ingegnere Belluomo, persona dagli alti valori morali. Confido nell'azione della nostra ambasciata e delle istituzioni diplomatiche".

Secondo le prime ricostruzioni, Belluomo è stato rapito nella zona di Tartus. "Stiamo lavorando con il massimo impegno - dice all'Ansa il ministro degli Esteri Giulio Terzi, che sta seguendo il caso personalmente attraverso l'Unità di Crisi - In tutti questi casi l'incolumità del connazionale è la nostra priorità assoluta ed è indispensabile tenere il massimo riserbo. Affinché possano intervenire con immediatezza ed efficacia per poter dare un contributo risolutivo a questo spiacevole episodio".

Ad ipotizzare uno dei possibili motivi del rapimento è il dissidente siriano Shady Hamadi, che  da anni vive a Milano: parlando con l'Ansa, l'uomo ha detto che dietro il rapimento dell'ingegnere catanese ci sono "i miliziani del presidente Bashar al Assad" che tentano così di "screditare l'opposizione siriana agli occhi dell'Italia, paese in prima linea nella crisi. Non posso che augurare - aggiunge - una rapida liberazione di Belluomo".

La notizia secondo cui l'ingegnere lavorasse per l'acciaieria siriana Hmisho a Latakia è stata smentita dalla stessa azienda: un responsabile, che ha preferito rimanere anonimo, ha detto di non avere alcuna informazione del tecnico italiano e che "da cinque anni la nostra azienda non si avvale di consulenti stranieri, né italiani né di altra nazionalità".

 

 

 


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