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Comunali, L'INTERVISTA

Villari a tutto campo:
"Bianco lasci Roma"

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Angelo Villari, Catania, comunali 2013, enzio bianco, Giuseppe Berretta, sicilia
CATANIA – Segretario generale della Cgil e punto di riferimento del centrosinistra, Angelo Villari è l'ago della bilancia delle prossime elezioni comunali. Enzo Bianco e Giuseppe Berretta, i due contendenti del Pd per la poltrona di primo cittadino, pendono dalle sue labbra. E da Villari arriva un monito per entrambi: “Organizzare e partecipare alle primarie per la scelta del candidato di centrosinistra”. E per Bianco c'è una condicio sine qua non : “Abbandoni ogni ambizione nazionale, se si deve dedicare a questa città deve dare un segnale inequivocabile”.

Angelo Villari non ha pace per lo stato in cui versa Catania: “Vedo che in città -esordisce- c'è una situazione sociale drammatica, le imprese chiudono, la disoccupazione, le aziende non riescono a pagare, i giovani vogliono accedere al mondo del lavoro e non ci riescono, e vedo che c'è una città in ginocchio sotto il profilo finanziario”. Fatte queste premesse, pensando alle comunali, Villari ritiene necessario “uno schieramento molto ampio che metta in campo un progetto, che rilanci la città, che tenti di dare risposta ai bisogni di questa comunità”.

La scelta del candidato per palazzo degli Elefanti non può prescindere, secondo il segretario generale della Cgil, dal passaggio delle primarie.

"Enzo Bianco -spiega Villari- se si vuole candidare a sindaco di Catania deve farlo, se ci sono altri candidati del suo schieramento, attraverso le primarie, ma deve dichiarare con forza che si vuole dedicare al servizio di questa città. Bianco deve mettere da parte qualsiasi ambizione nazionale”.

Il discorso non vale per Berretta, deputato nazionale del Pd: “E' alla prima legislatura, non voglio neanche sollevare questa questione, ha detto che è disponibile a fare le primarie, e credo che questo sia un fatto importante”.

Angelo Villari non si candiderà alle primarie democratiche per la scelta dei parlamentari nazionali. “Posso dire che sono il segretario della Cgil -spiega- e di questo ne sono orgoglioso. La Cgil è una grande organizzazione di rappresentanza sociale, penso che da questa postazione posso seguire meglio la città, i lavoratori e la fascia più debole".

Ultima domanda: Farebbe l'assessore di Crocetta?

“Era uscita questa cosa, mi inorgoglisce, ma nessuno mi ha mai detto nulla, quindi evidentemente qualcuno ha pensato che io lo potessi fare, ed è un fatto positivo. Io non ho queste velleità, e ripeto, il mio impegno è nel sindacato e nella Cgil”.


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