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La risposta a Confcommercio

Prg, il sindaco:
"Una scommessa per Catania"


prg, raffaele stancanelli, Catania, Cronaca
CATANIA - In merito alle considerazioni espresse da esponenti della Confcommercio cittadina, sulla proposta di nuovo strumento urbanistico il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli diffonde la seguente nota:

“I principi generali della proposta di nuovo PRG sono decisamente orientati ai temi della sostenibilità urbana e territoriale e pertanto alcune delle considerazioni espresse sono così superficiali da apparire persino incomprensibili, soprattutto in una logica di leale collaborazione che dovrebbe animare il rapporto tra organizzazioni rappresentative di interessi e le istituzioni del territorio. Obiettivo principale della proposta di PRG è stato ridare qualità urbana a questa città che ha perso ogni attrattiva fornendole quella dotazione di verde, di infrastrutture di trasporto pubblico e di servizi, all’altezza del rango di importante città europea che Catania deve ri-conquistare. Di questo hanno preso atto tutti gli esperti che a vario titolo hanno collaborato alla stesura del Piano e qualche settimana addietro mi risulta che anche la Confcommercio si era pronunciata in questo senso, mentre ora, invece, spara nel mucchio con considerazioni estranee a ogni logica di serio e costruttivo confronto con gli organi preposti (la Commissione, il consiglio, la giunta) che, fino a prova contraria, operano nell’interesse esclusivo della Città. Un’offesa grave che fa torto, anzitutto, all’impegno rigoroso di tecnici comunali, dell’Università e anche alla memoria del compianto professore Luigi Arcidiacono che è stato l’anima di questo nuovo strumento urbanistico. Viene da chiedersi perché questa inversione a U, proprio mentre il consiglio comunale si appresta a esaminare quattro mesi dopo il vaglio della Commissione il Prg: qualcuno vuole forse mantenere l’attuale status quo? A essere esterrefatti siamo noi per quest’atteggiamento scarsamente rispettoso di una scelta limpida e trasparente, perché avere improntato tutto il sistema secondo la perequazione urbanistica come strumento principe per colmare l’enorme deficit di oggi di verde, servizi ed infrastrutture per la mobilità, distribuendo in maniera equa sia gli oneri che i benefici è una vera e propria rivoluzione di cui anche le future generazioni vedranno i benefici. Per ottenere questo risultato, basta intendere i fondamenti dell’urbanistica, deve prevedersi nuova edificazione che nel richiamato caso del “waterfront” consentiranno di ridare alla città un rapporto con il mare con la realizzazione di un parco di circa 14 ettari (più del doppio della superficie dalla Villa Bellini). E proprio la scelta della tipologia a torre consente un minor consumo di suolo e quindi una maggior acquisizione di spazi pubblico. Il PRG non rispecchia assolutamente i canoni anni ’60, che prevedevano in genere grandi espansioni, anzi ribalta l’approccio tradizionale valorizzando gli ultimi vuoti urbani, non con un operazione di “riempimento” ma progettandone la trasformazione della Città stessa, per il rilancio della sua efficienza competitiva e per contribuire alla riduzione dei rischi. Quanto alla crescita demografica sovradimensionata il PRG fa riferimento alle indicazioni dallo Schema di Massima sugli abitanti da insediare, anzi li ridimensiona perchè mira a contrastare il grande esodo dalla città che ha ridotto di oltre un quarto gli abitanti (dai 400.000 al Censimento del 1971 ai 293.000 al 1 gennaio 2011). Per questo il Piano propone di ribaltare la fuga verso i comuni limitrofi, con quegli elementi qualitativi attualmente assenti, soprattutto servizi e verde, sia per i nuovi insediamenti residenziali che per quelli esistenti. Questa nuova concezione, unita alla proposizione di tipologie edilizie innovative che possano rispondere alle esigenze del mercato, potrà rendere la città di Catania nuovamente attrattiva rispetto ai comuni della conurbazione. Si ritiene che saranno le migliori qualità insediative conseguibili attraverso le scelte di piano, più che la semplice offerta di nuove quantità di edilizia, residenziale e non, a consentire un inversione di tendenza rispetto ai processi di spopolamento registrati nell’ultimo quarantennio. Quanto a presunti, inesistenti, previsioni di Centri commerciale fino a 5.000 il PRG rimanda ovviamente al Piano Commerciale e da nessuna parte sono riportate nuove aree da adibire a strutture commerciali. Non è vero, inoltre, che il Piano non ha tenuto conto dei vani esistenti dato che altro tema centrale del PRG è quello della riduzione dei rischi e in primo luogo di quello sismico. Il Piano individua vari meccanismi (Piani di recupero, Comparti di rigenerazione, Interventi diretti di sostituzione) in grado di attivare un progressivo processo di sostituzione del patrimonio edilizio realizzato disordinatamente tra gli anni ‘40 e gli anni ‘80 e che rappresenta una minaccia per l’incolumità di un numero elevatissimo di cittadini”.


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