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ALIGRUP

Presidio davanti al tribunale
Lavoratori incontrano Salvi

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aligrup, Catania, salvi, tribunale, Economia
CATANIA - Le informazioni ancora una volta non arrivano dai loro datori di lavoro ma dalla stampa. I dipendenti dell'Aligrup sono esasperati, ed oggi, decidono di tornare a protestare e questa volta vanno a bussare all'ufficio di Giovanni Salvi, Procuratore capo della Repubblica di Catania. Un nutrito gruppo di lavoratori si è riunito davanti al Palazzo di Giustizia in attesa di conoscere le risposte del magistrato.

Al centro della richiesta di udienza c'è la notizia, diffusa attraverso la stampa, del congelamento da parte della Procura di 6 milioni di euro incassati dal tribunale a seguito della cessione di 5 punti vendita ad Arena. "Siamo qui sindacati e lavoratori che dal 10 dicembre sono in cassa integrazione - dichaira a LiveSiciliaCatania Salvo Nardo, rappresentante della UilTucs  - per manifestare il nostro dissenso alla decisione della Procura di bloccare gli introiti avuti con la cessione dei negozi. I soldi di Arena sono stati incassati quindi non capiamo perchè non devono essere destinati al pagamento dei pregressi visto che i lavoratori non percepiscono gli stipendio da oltre tre mesi".

"Io ed i colleghi speravamo che con l'arrivo di questi soldi venisse pagata qualche mensilità - commenta Vito Tringale, dipendente Aligrup - invece, ancora una volta, dobbiamo aspettare. La situazione, ormai, è al limite del collasso. Molti punti vendita sono stati chiusi e la merce è stata trasferita nei supermercati ancora in funzione. Viviamo nella speranza che qualcuno acquisisca i rami dell'azienda, ma in attesa di questo chiediamo al tribunale fallimentare che trasferisca questi soldi per poter pagare gli arretrati. Molti di noi hanno famiglie monoreddito, e capite che senza percepire lo stipendio da tre mesi, la situazione è disperata".

Intorno alle 10.30 una delegazione di lavoratori è stata ricevuta dal procuratore. "Salvi ci ha promesso - annunciano ad alta voce due lavoratori ai colleghi salendo su una delle panchine - che verificherà la questione e tramite l'azienda ci farà conoscere il reale stato delle cose". Mugugnano i manifestanti, queste risposte, certamente, non bastano. La tensione è alle stelle.


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