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Arriva l'Imu turistica
Cannizzo: "Una mazzata"

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CATANIA - L’Imu sugli immobili turistici è l’ennesima durissima mazzata sulle imprese del settore. “Tutte le attività turistiche non dovrebbero pagare l’imposta municipale perché sono una risorsa fondamentale per l’economia, lo sviluppo e l’occupazione della Sicilia”.È l’appello lanciato da Franz Cannizzo, presidente di Abbetnea e componente della Giunta provinciale di Catania della Confcommercio Imprese per l'Italia, sull’imposta introdotta dal governo Monti che secondo il sindacato degli albergatori del ricettivo extralberghiero, nella provincia del capoluogo etneo, prevede oneri aggiuntivi medi per le singole imprese del settore che vanno da 800 a 1.700 euro (+114%).

Cannizzo conferma la portata negativa di un’imposta assolutamente impropria, che incrementa pesantemente l’onere fiscale dovuto dalle imprese commerciali in senso ampio, e spiega: “Nel caso degli immobili adibiti ad attività commerciale e nelle strutture ricettive, il coefficiente incrementerà in modo significativo. Il primo risultato mostra che l’introduzione dell’Imu si tradurrà in un maggior costo per le imprese che svolgono attività turistica nella provincia di Catania che va da un minimo del +54% ad un massimo del +114%. In valore assoluto - continua il presidente di Abbetnea - vuol dire che il sistema imprenditoriale del settore, a livello macroeconomico, sborserà dai 3,4 ai 7,2 milioni di euro in più rispetto alla vecchia Ici.

Ogni singola impresa, in particolare, si troverà in bilancio maggiori oneri che vanno da un minimo di 800 euro ad un massimo di 1.700 euro. Inoltre, sul complesso delle attività commerciali attive a Catania e provincia, l’Imu determina una spesa aggiuntiva compresa tra gli otto ed i quindici milioni di euro. Invitiamo pertanto le amministrazioni comunali a lavorare insieme - conclude Franz Cannizzo – per trovare una soluzione anche aggredendo le sacche di evasione e ristabilire così l’equità fiscale”.

 


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