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Trasporto pubblico

Amt al limite del collasso
Sanfilippo:“E' emergenza”

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CATANIA – Di questo passo si andrà verso il fallimento dell’azienda. Ne sono convinti i lavoratori dell’Amt, l’azienda di trasporto locale, che stamattina hanno organizzato un’assemblea per discutere dello stato economico della società e, poi, si sono recati in massa al PalaNitta per portare le proprie istanze direttamente al presidente Crocetta, a Librino con la Giunta regionale. “La situazione economica dell’Amt è drammatica – spiega a LivesiciliaCatania Romualdo Moschella, segretario provinciale Faisa Cisal – e noi siamo estremamente preoccupati. Non solo per i ritardi nel pagamento degli stipendi – prosegue – o perché non c’è alcuna certezza che percepiremo gli arretrati e la tredicesima, ma perché non riusciamo a vedere un futuro, in questo momento”.

Una condizione precaria, questa, che sta ricadendo sulla qualità del servizio, di fatto dimezzato, per mancanza di fondi con cui pagare i pezzi di ricambio dei mezzi che, ormai, escono in strada in numero ridotto all’osso. “In pochi anni il servizio si è dimezzato – aggiunge Moschella: prima le vetture erano 240, ora sono 125 ma ne escono in strada solo 80 al giorno, con gravi conseguenze sul servizio all’utenza”. A preoccupare i lavoratori, da un lato, il fatto che il maggiore azionista dell’azienda, trasformata in spa nel dicembre del 2010, sia il Comune, lo stesso per cui è stato praticamente certificato lo stato di pre – dissesto e, dall’altro, che la Regione non versi i 31 milioni vantati dall’Amt.

Un aspetto, quest'ultimo, su cui hanno insistito anche il sindaco, Raffaele Stancanelli, secondo cui "Se la Regione paga i crediti vantati dall'Amt, l'azienda si salva", nonché il presidente della società, Roberto Sanfilippo che spiega a LivesiciliaCatania: “Occorre fretta, oramai siamo in piena emergenza. Noi vantiamo un credito enorme nei confronti della Regione; addirittura 9 milioni di euro sono già stati indicati come in pagamento ma ancora non sono arrivati”.

Non solo crediti, però. I sindacati chiedono anche che sia rivisto il Piano industriale presentato nel 2010, che sarebbe ormai superato dagli eventi e dalla normativa. “Il Piano industriale previsto nel 2010 è sostanzialmente fallito – incalza Mauro Torrisi, segretario provinciale Fit Cisl – e noi chiediamo che l’amministrazione ne predisponga un altro. In caso contrario – conclude – l’azienda rischia il collasso”.

 


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