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Master del crimine
A Catania si studia da C.S.I.

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Catania, criminologia, master, università, Cronaca
CATANIA - “Dal sapere al saper fare”. E' questo il motto che il master in “Biotecnologie applicate alla medicina e alle scienze forensi tossicologiche” si è dato come modus operandi. Primo e fondamentale obiettivo di questo progetto formativo, presentato questa mattina in conferenza stampa presso l'Azienda Policlino – Vittorio Emanuele, è infatti quello di puntare sul connubio tra scienza e tecnica, aspetti inseparabili per l'eliminazione degli inquinamenti sulla scena del crimine e il miglioramento globale delle procedure di indagine. Il master post laurea, aperto a 30 laureati, ruota attorno all'integrazione di tre macroaree disciplinari: medica, giuridica e tecnico-scientifica. Tre aspetti indivisibili se lo scopo, come si prefiggono gli organizzatori, è quello di aggirare la carenza di formazione specifica nelle tecniche criminalistiche.

Destinatari del bando, ancora in corso grazie ad una proroga, più che i neolaureati, i professionisti degli ambiti indagati dal master, che diverranno esperti, periti e consulenti in discipline quali balistica, genetica forense, antropologia criminale, dattiloscopia, grafologia giudiziaria, analisi del Dna su traccia, biologia forense, tecniche di sopralluogo, tossicologia e ricostruzione di incidenti stradali , studio empirico sulla governance degli uffici giudiziari, accesso ed uso delle banche dati del Dna, analisi e discussione sulla casistica multidisciplinare. “Gli strumenti scientifici e tecnici di cui si avvale il processo penale sono sempre più efficaci, – ha spiegato il professor Renato Bernardini, ordinario di Farmacologia e coordinatore del master – ma al contempo complessi nel loro utilizzo, al punto da rendere difficile da individuare l'interpretazione univoca dei risultati se non si hanno le conoscenze tecniche altamente specializzate necessarie”. Dello stesso parere la Professoressa Nunziata Barbera, docente di Tossicologia medica e Medicina legale, che ha sottolineato la triste situazione italiana se si considera il bassissimo numeri di esperti presenti in questo settore.

Anima del master anche il professor Giuseppe Speciale, Presidente del Capitt, Centro per l’Aggiornamento delle Professioni e per l’Innovazione e il Trasferimento Tecnologico dell’Università di Catania, che darà al corso sostegno e supporto logistico, credendo fermamente nella sperimentazione delle conoscenze all'interno del mondo universitario. Ad organizzare il corso, in collaborazione con il dipartimento di Biomedicina clinica e molecolare dell'università di Catania presieduto dal Prof. Francesco Basile, l'Università telematica “San Raffaele”, di cui è docente di Diritto sanitario la Dottoressa Carola Marano. “Quello che stiamo portando avanti – ha dichiarato la Dottoressa Marano – è il grande tentativo di creare un tavolo multidisciplinare serio con il massimo delle competenze e con l'obiettivo di fondere teoria del fare e saper fare”. Il contributo dell'Università telematica “San Raffaele” consentirà anche di coinvolgere esperti italiani, come Aldo Spinella, dirigente superiore tecnico biologo della polizia di Stato, e Luciano Garofano, generale in congedo dell'Arma dei Carabinieri, ma anche internazionali, nella convinzione che il confronto con modelli esteri possa essere da sprone a sempre nuovi obiettivi di crescita.

 


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