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a caltagirone

Mangiano funghi velenosi
Grave ottantenne

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Amanita Phalloides, Catania, Cronaca
CALTAGIRONE - E’ di due donne di 70 e 66 anni, che non sono in pericolo di vita ed un uomo di 79 anni sottoposto invece ad emofiltrazione e per il quale sarebbe necessario un trapianto di fegato, il bilancio di una raccolta di funghi finita nel peggiore dei modi. Secondo una ricostruzione fornita dagli interessati, nei giorni scorsi a seguito di una raccolta in proprio di funghi in località Albanazzo – Costa Baira nel territorio di Caltagirone, i tre incautamente avrebbero consumato quella che credevano fosse Volvariella Gloiocephala, conosciuta nella zona con il nome di “fungo di paglia”, ingerendo invece la pericolosissima Amanita Phalloides, un fungo molto simile a quello commestibile ma velenoso e mortale.

I sintomi dell’avvelenamento si sono manifestati, fortunatamente per i malcapitati, il giorno seguente l’ingestione e non più tardi come può accadere a seguito di ingerimento di questo fungo. Le donne, che avevano ingerito una modesta quantità del velenoso fungo, pur mostrando tutti i segnali tipici dell’avvelenamento, sono state subito curate e le loro condizioni non destano preoccupazione. Sorte diversa, invece, per il settantenne che ne avrebbe consumato una quantità superiore e che dopo aver avuto un momentaneo miglioramento si è aggravato a causa dell’elevato quantitativo di veleno assunto.

Salvatore Oriente, responsabile dell’UO di Igiene e Sanità Pubblica di Caltagirone, intervenuto come referente locale dell’Ispettorato Micologico dell’Asp Catania, ha potuto verificare la gravità del caso. Contattato da LivesiciliaCatania, Oriente ha rappresentato la situazione circa la stagione micologica: “Quando, per il freddo di queste ultime settimane, nel territorio etneo della provincia di Catania e nei Nebrodi la stagione micologica sembra essersi ormai conclusa, si registra, invece, ancora un’abbondante crescita di funghi nel Calatino. Qui le temperature meno rigide consentono lo sviluppo di diverse specie di funghi sia negli ambienti boschivi che nei prati delle colline degli Erei e degli Iblei presenti in questa porzione di territorio della nostra provincia".

La conferma di ciò è data anche dai ricoveri, registrati presso l’Ospedale Gravina di Caltagirone per intossicazione da funghi dalla fine di novembre ad oggi, che hanno richiesto l’intervento dei micologi dell’Asp 3. Un dato risulta evidente: i funghi responsabili delle intossicazioni sono stati raccolti ed imprudentemente consumati senza essere stati sottoposti al controllo gratuito dei micologi dell’Asp Catania.

Si rammenta inoltre che, come previsto dalla legge regionale del 1 febbraio 2006, n. 3 e dalla Direttiva Assessoriale 14 giugno 2007 che nella nostra Regione regolamentano la raccolta dei funghi epigei, i raccoglitori devono munirsi di apposito tesserino per la raccolta di funghi. Tale tesserino potrà essere richiesto al Comune di residenza solo dopo la frequenza di apposito corso della durata di 15 ore ed il superamento del relativo esame finale.”

La raccomandazione che però va fatta ai raccoglitori è che l’avere frequentato detti corsi e superato i relativi esami non può dare loro la sicurezza di essere in grado di riconoscere tutti i funghi presenti in natura e, pertanto, nel dubbio, è sempre meglio astenersi dal consumo di funghi che non siano riconosciuti con assoluta certezza o che non siano stati sottoposti al controllo dei micologi dell’Asp.

Ai consumatori si raccomanda invece di verificare che i funghi spontanei posti in vendita o presenti nei ristoranti siano sempre muniti di apposito tagliando che, oltre a riportare l’indicazione relativa al genere ed alla specie dei funghi in vendita, riporti il timbro e la firma del micologo abilitato ad effettuarne la determinazione. Chiunque volesse, per maggior scrupolo, dopo aver raccolto dei funghi, avere la certezza che gli stessi siano commestibili, può rivolgersi gratuitamente all’Ufficio Igiene e Sanità Pubblica di Caltagirone per farli analizzare da personale esperto.

 


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