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Donne e impresa

La determinazione vince la crisi

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Catania, finivest, ivana termini, Economia
CATANIA - Ci sono donne che non si lasciano intimorire dallo spread alle stelle. Ci sono donne che, dinanzi alla crisi finanziaria, non mollano. Combattono. Si mettono in gioco, divenendo un esempio per chi si affaccia al mondo dell’imprenditoria in rosa. Ivana Termine è amministratore unico di Finivest Congressi. Una società catanese specializzata nell’erogazione di servizi relativi all’organizzazione di congressi e alla formazione medica. Un’azienda che si appresta a festeggiare 25 anni di attività.

In questo periodo particolarmente critico, 25 candeline da spegnere non sono poche.    

“Abbiamo deciso di festeggiare, infatti, non dimenticando il momento delicato che tutti stiamo affrontando. Per ringraziare la clientela della fiducia dimostrata negli anni abbiamo pensato di non optare per i soliti gadget, ma di offrire un omaggio funzionale. Essendo da anni provider titolati dal ministero della Salute nell’erogazione di crediti sanitari nel settore della medicina, offriremo l’opportunità di usufruire di uno sconto sulla formazione continua, settore che purtroppo risente particolarmente l’effetto crisi”.

Come nasce l’idea di mettersi in gioco istituendo una società tutta sua?

Mi sono laureata in Lettere con una tesi in comunicazione non verbale, dopo aver partecipato ad alcuni corsi di specializzazione sul settore alla Bocconi, l’iscrizione alla Ferpi e la cura di uffici stampa nell’ambito congressuale, ho avuto l’opportunità di mettere in pratica la mia conoscenza in una realtà, quale quella fiorentina, che disconoscevo, per poi rientrare definitivamente a Catania.

Ritiene sia più faticoso scommettersi a Catania piuttosto che a Firenze?

Lo start up effettuato inToscana è stato più semplice e avvantaggiato soprattutto dalla maggiore professionalità riscontrata nelle varie figure professionali coinvolte nel settore.

In questi anni, ci sono stati momenti difficili che ha dovuto affrontare?

Il 93 è stato un anno terribile.

Più terribile del 2011?

“Sì, perché ha generato per sei mesi una stasi totale del mercato causando gravi danni ad attività come la mia non essenzialmente legate all’erogazione di servizi di prima necessità. È comunque nei momenti di crisi che nascono le opportunità. Oggi si lavora meno, i budget si sono decisamente ristretti e i clienti pagano a 120 giorni piuttosto che a 60, ma tutto ciò può trasformarsi in occasione di riflessione in grado di produrre idee valide da inserire sul mercato.

Chi l’ha sostenuta in questa sua scelta?

Mia madre soprattutto. A differenza di molte altre persone che mi consigliavano di rivolgere le mie energie altrove, mi ha sempre appoggiata con stima e intelligenza. Sentire la famiglia dalla tua parte è fondamentale per una buona riuscita

Cosa si sente di consigliare alle giovani donne che desiderano avviare un’attività?

“Più determinazione. La crisi e la conseguente difficoltà di inserirsi definitivamente nel mondo del lavoro ha generato un risvolto psicologico negativo. Ho notato troppe persone che si lasciano abbattere, che non colgono fino in fondo le opportunità, considerando magari le esperienze di stage puri momenti transitori. Occorre prefissarsi alcuni obiettivi e investire con più tenacia su se stessi perché è la determinazione a rendere le occasioni fruttuose”.


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