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A RIPOSTO ARCHICHEF

L'architettura è servita

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archichef, Catania, riposto, Zapping
RIPOSTO - Tubi di cioccolata, colori vivaci e contrasti creativi. Ecco che cosa succede quando un architetto decide, per una sera, di abbandonare la sua fidata matita e mettersi ai fornelli. Il risultato è Archichef, l’iniziativa che, dopo Milano e Bologna, ha scelto la Sicilia con i suoi infiniti sapori per la sua Christmas Edition. Che ieri sera ha portato in tavola i piatti preparati dagli architetti degli studi Iraci, Ruffino Associati, Arrigo, Battaglia e Vito Corte Architect PhD. Una vera e propria cena evento ospitata da Zash, il nuovo country boutique hotel della Riviera dei Limoni, a Riposto, tra Taormina e l'Etna. È qui che i professionisti, guidati dallo chef professionista di Zash, Maurizio Sciuto, si sono esibiti in ricette in grado di rappresentare la storia del proprio studio e della sua attività. L'antipasto è stato affidato a Vito Corte che ha portato a tavola un mix di colori e sapori molto particolari: salsa di tonno sedano e zenzero, su un letto di lattuga belga, tapas spagnole, canestrino di formaggio ragusano fuso mitigato da zucca gialla, sedano e pepe, infine, gamberone fresco in salsa di arance e pistacchi di Bronte. “Definisco il mio piatto – dice – come una 'jam session'. La base è sempre molto solida e definita, ma sono le improvvisazioni che divergono di volta in volta. Questo piatto definisce ciò che faccio nel mio lavoro, il gioco della composizione, affiancare elementi apparentemente discordanti che poi si completano perfettamente”. Archiviato l'antipasto, si fa strada il primo. Anzi, i primi. Sì perché a cimentarsi in questa portata sono stati lo studio Iraci che ha proposto “Colore e forme…dolce come salato”, pasta al nero di seppia con ricotta, datterini rossi e bottarga, e lo studio Battaglia, con “Dalla campagna al mare in volo sull'altopiano ibleo”, ovvero dei deliziosi spaghetti alla chitarra mantecati in un sugo di vongole su un letto di “verdura amara”. “Il nostro piatto – spiega Antonio Iraci – rappresenta tutte le bellezze del nostro territorio: la pietra lavica, l’Etna e il mare, le nostre risorse più importanti, come il mio modo di fare architettura, essenziale e profondamente legato alla Sicilia”. “La nostra architettura – afferma Vittorio Battaglia – è molto semplice e molto legato al territorio senza particolari voli pindarici, tradizionale e concreta”.

Per quanto riguarda la seconda portata, lo studio Ruffino Associati ha proposto “less is Pork”, un gustosissimo maialino dei Nebrodi al Nero d’Avola con un “sorriso” di mela per stemperare i sapori forti del maiale: “Per noi è stata una bellissima occasione per condividere una serata tra colleghi ed esprimere la nostra creatività –  dice Silvio Calandra – abbiamo scelto il nero d’Avola perché è legato al nostro percorso architettonico che è stato effettivamente lanciato da una cantina siciliana molto rinomata, insomma una sorta di omaggio alle radici e alle nostre tradizioni”.

Ed infine ecco apparire lui, il dolce, un’idea estrosa e molto creativa preparato dallo studio Arrigo “Il tubo dei sogni”, un tubo di brioche ripieno di mousse al cacao, servito su una vera e propria barretta di cioccolato, il tutto contornato da salsa di peperoni e lamponi: “Il tubo – afferma Roberto Romano – è quell’elemento che da sempre accompagna la vita di un architetto perché contiene i sogni e i desideri dei clienti”. A fine serata tra gli applausi dei commensali, 70 in tutto, gli archichef hanno ricevuto delle pergamene, tutti promossi a pieni voti dopo questa full immersion tra design, creatività e gusto.


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