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Acireale

Tassa di soggiorno
Protestano gli albergatori

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acireale, tassa soggiorno, Catania, Economia
ACIREALE - Chiedono di essere interpellati, gli albergatori acesi, preoccupati per l’istituzione della tassa di soggiorno ad Acireale, argomento inserito all’ordine del giorno del Consiglio comunale e che presto quindi sarà affrontato in aula. Per questo si sono riuniti e hanno deciso di scrivere al sindaco Nino Garozzo e ai consiglieri comunali.

“Le strutture ricettive presentano un calo, rispetto l’analogo periodo dello scorso anno, intorno al 17 per cento" - scrivono. "A fronte di ciò, i ricavi medi hanno avuto un decremento del 15 per cento – si legge ancora nel documento  - che, sommato alla flessione delle presenze, porta ad un risultato fallimentare con un trend negativo di oltre il 30 per cento della produzione”. La tassa di soggiorno, secondo gli albergatori, finirebbe con il gravare, di fatto, sulle strutture e non sui turisti che, nella maggior parte dei casi, fanno riferimento alla vendita di pacchetti attuata da primari tour operator.

“Il nostro, è un turismo povero, con tariffe dove i 50 centesimi o l’euro in più, giocano a favore dell’una o dell’altra “destinazione dormitorio” – continuano gli albergatori - Il tour operator non è disposto a pagare alcuna somma in più rispetto a quella già concordata e divulgata nei propri cataloghi".

Secondo gli albergatori, tutto ciò comporterebbe spese aggiuntive per i gestori in un momento molto delicato, con il fondato rischio di intraprendere una via senza ritorno che porterebbe alla cessazione della attività e relativi licenziamenti del personale. Da qui l’appello affinché la tassa di soggiorno non venga applicata.

"La tassa di soggiorno è una tassa che si rivolge a chi viene ospite e non è applicata ad albergatori e cittadini acesi – afferma il Sindaco Garozzo a Livesiciliacatania – se questa giovi in tempi di ristrettezze a salvaguardare le iniziative turistiche della città, evitando oneri economici per i cittadini acesi, per il bilancio del comune, salvaguardando nel frattempo le manifestazioni, in primis il carnevale, facendo pagare, come avviene nel resto d’Italia i turisti, sembra soluzione ragionevole; se in consiglio dovessero emergere altre soluzioni che garantiscano il saldo e gli equilibri di bilancio, siamo disponibili a parlarne”.

 


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