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Disagio abitativo
Cgil propone protocollo d'intesa

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Catania, cgil, giusy milazzo, sunia, Cronaca
CATANIA - La città etnea è fra le realtà con il più alto tasso di sfratti per morosità. Lo hanno affermato oggi, in conferenza stampa, la Cgil e il Sunia (sindacato degli inquilini). I dati resi noti recentemente dal Ministero degli Interni evidenziano infatti che, nel 2011, sono stati 1004 quelli emessi in provincia (di cui 867 per morosità), 2559 le richieste di esecuzione e 961 quelli ffettivamente eseguiti.

“Quest’anno – commenta Luisa Albanella, segretario confederale della Camera del Lavoro – le percentuali sono in deciso aumento, con un trend che si attesta al 30% anche a causa della dilaniante crisi economica. L’incremento pensiamo sia dovuto, per il 50%, alla morosità incolpevole. Alla diminuzione o alla sottrazione del reddito, cioè, dettato dalla perdita del posto di lavoro. Il restante 50%, invece, è decisamente concatenato all’aumento dei poveri, spesso anziani pensionati, giovani precari, lavoratori in nero o inoccupati”.

E anche i numeri relativi agli alloggi popolari e ai contributi per l’affitto confermano la grave sofferenza sociale etnea. Oltre 12 mila le richieste per un alloggio popolare pervenute all’Ufficio Casa, 48 le dimore assegnate negli ultimi anni e 72 quelle per cui è prevista un’assegnazione entro il 2013. Circa 2900, poi, le domande per il contributo d’affitto registrate nell’arco del 2010.

“Per affrontare – spiega Giusi Milazzo, segretario del Sunia – il grave problema degli sfratti abbiamo pensato, in via sperimentale, di presentare alla Prefettura una proposta di protocollo d’intesa che coinvolga tutti gli organi interessati alla problematica: l’ufficio territoriale di Governo, il Tribunale di Catania, il Comune, la Provincia, i comuni etnei, sindacati inquilini e le associazioni della proprietà edilizia”. “L’obiettivo – continua Milazzo - è quello di facilitare, nell’ambito delle procedure di sfratto, un’intesa tra locatore e conduttore in grado di consentire a quest’ultimo di poter mantenere la disponibilità dell’alloggio o di accedere a una differente soluzione abitativa, oltre alla costituzione di un Osservatorio permanente sull’emergenza abitativa con i compiti di raccolta ed elaborazione dati. Occorre, inoltre, che la Regione si impegni ad istituire un fondo per fronteggiare realmente la grave situazione”.

 


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