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Parcheggi interrati
Promossi Ciancio e Virlinzi

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CATANIA - La perizia dei consulenti nominati dalla Corte d'Appello, nel processo per la gestione dell'Ufficio Speciale emergenza traffico, "assolve" l'operato dei componenti della commissione di valutazione, del direttore dell'Ufficio Tuccio D'Urso e degli imprenditori già scagionati in primo grado dall'accusa di abuso d'ufficio. 

La Corte d'Appello ha posto quattro quesiti e nominato due periti di grido: Giovanni Fiori, ordinario di Economia aziendale alla Luiss di Roma, commissario straordinario di Alitalia SpA e componente del collegio sindacale della Banca d’Italia, e Claudio Moroni, ordinario del dipartimento di Ingegneria all’università della Basilicata e componente del dipartimento nazionale di Protezione civile.

Ecco i quesiti posti dalla magistratura e le risposte dei periti (

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QUESITO 1

I periti dovevano verificare se “le caratteristiche dei parcheggi, secondo i progetti originari, nonché secondo le modifiche apportate”, fossero idonee a conseguire gli scopi dell'ordinanza di Silvio Berlusconi, cioè contrastare l'emergenza traffico e favorire la sicurezza simisca di Catania.

I consulenti della Corte ritengono che “la realizzazione di un parcheggio interrato” sia funzionale alla riduzione del rischio sismico e alla risoluzione dell'emergenza traffico, prevista tra i compiti del commissario Umberto Scapagnini. Per questo, ritengono “che la strategia utilizzata dal Commissario, e quindi il progetto originario, possa considerarsi conforme allo spirito dell'Opcm 3259/02”. Le botteghe previste a piazza Europa potrebbero “indurre potenzialmente un accrescimento del traffico locale e, quindi, un potenziale incremento del traffico locale e non già uno snellimento”, ma “l'incremento delle attività commerciali si ritiene possa considerarsi percentualmente molto modesto, ancor più rispetto alle attività presenti nell'area e, pertanto, almento sul piano pratico, non costituirebbe nemmeno una mutazione così significativa da poter ipotizzare che siano stati disattesi gli obiettivi”.

QUESITO 2

La Corte d'Appello chiede ai periti se il progetto originario era in grado di finanziarsi autonomamente.

I privati dovevano realizzare a proprie spese i parcheggi, in cambio della gestione degli stessi per diversi decenni.

PARCHEGGIO LUPO (Ciancio e Virlinzi)

La FIN.COS. S.r.l è mandataria dell’Ati che si è aggiudicata il parcheggio Lupo. Il progetto prevede la realizzazione di 438 posti auto: 74 riservati ad abbonamenti mensili, 99 per i diurni feriali, 175 per gli abbonati notturni e festivi, mentre i restanti saranno destinate alla rotazione oraria. Le tariffe medie si aggireranno intorno ai 0,461 euro all’ora, con un minimo di 0,17 euro e un massimo di 1,4 euro per le prime due ore di sosta. I proventi attesi nel Piano economico finanziaria si riferiscono alla gestione di 600 posti blu, per una durata di 15 anni. I periti, dopo aver analizzato il PEF ritengono che il progetto presentato dalla mandataria sia idoneo a finanziarsi autonomamente.

PARCHEGGIO ASIAGO (Seby Costanzo)

La STI S.p.A e la Siciliana Carbolio S.pa sono le aggiudicatarie del parcheggio Asiago. Il Piano economico finanziario risulta molto sintetico rispetto a quello dei restanti parcheggi. Presenta, difatti, solo un conto economico e un prospetto di stato patrimoniale, senza il prospetto dei flussi di cassa e il calcolo dei principali indicatori di redditività. Prevede una concessione della durata di 47 anni (due per la costruzione e 45 per la gestione) con un costo d’investimento pari a 7.38 milioni di euro + IVA. Parere positivo, da parte dei periti, per il piano effettuato dalle aggiudicatarie. Piano che risulta, quindi, idoneo a finanziarsi autonomamente.

PARCHEGGIO EUROPA (Ciancio e Virlinzi)

La Fin.cos. S.r.l è mandataria dell’Ati che si è aggiudicata il parcheggio, insieme a Cisa S.p.A, Evirfin S.p.A , Ingegneria Consulting 2000 S.r.l e Keyneisa S.r.l. Il piano economico finanziario prevede una concessione di 21 mesi per la realizzazione delle opere e 40 anni per la consessione stessa. Il costo stabilito per l’investimento è pari a 7.21 milioni di euro + IVA. Il parcheggio avrà una capienza di 397 posti auto: 91 destinati ad abbonati 24 ore, 187 per gli abbonamenti notturni, i restanti destinati alla rotazione oraria. Il costo medio si aggira intorno a 0.510 euro, con tariffe unitarie che vanno da 0.16 a 1.50 euro. Inoltre, sono 600 i posti auto in strisce blu presenti nelle zone limitrofe al parcheggio: il costo è di 0.60 centesimi all’ora, 300 euro per la tariffa residenti annuali e di 2,1 euro per il tagliando di mezza giornata. I periti, dopo aver analizzato il PEF, ritengono che il progetto presentato dall’aggiudicataria risulti idoneo a finanziarsi autonomamente.

IL PARCHEGGIO VERGA (Mimmo Costanzo e Concetto Bosco)

Il Consorzio Stabile Uniter a S.r.l è l’aggiudicataria della realizzazione del parcheggio Verga. Il Piano economico finanziario prevede una concessione di 16 mesi per la realizzazione delle opere e 40 anni di concessione, con un costo complessivo di 33.12 milioni di euro + IVA: 23.02 milioni di euro per le opere edili, 4.33 per l’impiantistica, 2.74 per oneri vari e oltre 3 milioni per competenze tecniche e progettuali. Prevede 1240 posti auto e tariffe orarie di 1,70 euro all’ora per le prime 4; 80 centesimi per le successive fino ad un massimo di 12 ore. Parere positivo, da parte dei periti, per il progetto che risulta quindi idoneo a finanziarsi autonomamente.

QUESITO 3

Le procedure erano conformi alle leggi?

I periti ritengono che la modifica della convenzione sollecitata da Tuccio D'Urso, direttore dell'Ufficio Speciale, che consentiva la realizzazione di superfici commerciali al posto dell'utilizzo di parcheggi a raso per 15 anni, sarebbe “conforme alla prassi”. “Le motivazioni addotte -sottolineano i consulenti- sono piuttosto sintetiche e carenti e, conseguentemente, le ragioni delle modifiche della Convenzione originaria appaiono difficilmente collocabili”. La modifica della convenzione sarebbe “carente”, perché “sarebbe stato opportuno esplicitare meglio la ratio alla base di tale scelta e le cause generatrici la necessità di riequilibrio economico”. Fatti questi presupposti, i periti ritengono che “la modifica progettuale fosse funzionale ad una sopravvenuta esigenza gestionale dell'amministrazione, ovvero quella di evitare di sottrarre la gestione di una parte consistente dei parcheggi a raso alla società Sostare”.

L'eventualità della realizzazione di locali commerciali “era prevista dalla disciplina della Convenzione”. Per il parcheggio di piazza Europa, il nuovo piano “modificato in conseguenza dell'esigenza sopravvenuta”, prevede un rendimento del progetto “di poco superiore alle previsioni iniziali”, i ricavi attesi “sono superiori a quelli originari e sono destinati a finanziare il maggiore investimento richiesto dalal costruzione delle aree commerciali”.

Questa differenza di rendimento, secondo i periti, “potrebbe generare un beneficio lievemente maggiore per la concessionaria, meno di un punto percentuale”. In ogni caso “le modifiche intervenute oltre a non aver aterato la par condicio con altri concorrenti, in quanto previsti dalla normativa, dalla prassi e dalla coerente disciplina contrattuale non sono tali da aver generato un ingiustificato arricchimento per il contraente e una modifica sostanziale dell'opera pubblica, tale da rendere necessaria una riapertura della gara”.

Positivo anche il giudizio sull'operato della Commissione che ha giudicato le offerte con un criterio diverso da quello previsto dal bando “per l'impossibilità di applicare lo stesso -scrivono i consulenti- in quanto assenti nell'avviso pubblico elementi essenziali per la sua valutazione e, segnatamente, i valori di durata lavori e tariffa, posti a base di gara”. Il metodo utilizzato dalla commissione “è compatibile e coerente con quello individuato nell'Avviso pubblico”.

Gli “errori di imbustamento”, cioè il fatto che all'apertura delle buste, vennero trovate offerte per un parcheggio inserite all'interno di buste destinate ad altra gara, “non sono classificabili tra gli illeciti, nemmeno di tipo amministrativo, tanto più che nessuno dei concorrenti risulta abbia proceduto ad attivare istanza di ricorso”.

La realizzazione del centro commerciale di piazza Europa sarebbe iniziata “senza violazione rispetto ai dovuti nulla-osta paesaggistici, essendo il nulla-osta propedeutico all'esecuzione dei lavori inerenti la realizzazione/sistemazione della soprastante piazza, cosa ancora lontana da realizzarsi all'atto del sequestro del cantiere”. “Dalla documentazione in atti non si riscontrano elementi ostativi laddove si fosse proceduto al perfezionamento ed integrazione della documentazione”.

Le aree commerciali sarebbero “funzionali alla completezza del progetto”.

Dopo l'aggiudicazione è stata spostata la sede di realizzazione del parcheggio Asiago per “l'esistenza -secondo il proponente- di condizioni geologiche che non avrebbero consentito la realizzazione dell'opera”. I periti ritengono che le modifiche “sono ritenute ammissibili dalla giurisprudenza nonché frequenti nella prassi di queste operazioni”.

I consulenti affrontano anche la questione della proprietà di piazza Verga e dello spazio antistante il Tribunale: “sembra che l'area risulti di proprietà comunale e pertanto disponibile ai fini dei lavori in questione”.

 

QUESITO 4

Le modifiche ai progetti originari hanno arrecato un vantaggio alle società e/o danni al Comune?

I consulenti esordiscono evidenziando che “per i soli parcheggi Europa e Lupo si potrebbe configurare un vantaggio alle società e/o un danno al comune di Catania dovuto alla modifica delle condizioni economico-finanziarie alla base del progetto iniziale”, ma non si può ravvisare un impoverimento della pubblica amministrazione che anzi, al termine della concessione, si vedrebbe retrocedere 1400 mq di aree commerciali che rappresentano un discreto valore immobiliare, e a possibilità di far gestire immediatamente posti auto a raso in strisce blu”.

“Secondo le leggi della finanza, l'assunzione di maggiori rischi, si accompagna inevitabilmente alla richiesta di una maggiore redditività dell'investimento, ed il suddetto limitato incremento della redditività sarebbe, alla luce di tali considerazioni, ulteriormente giustificabile”.

 

 

 

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