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AUTONOMISTI IN FUGA

"Bye bye Lombardo"
D'Agostino lascia il Pds

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CATANIA - Nicola D’Agostino saluta e se ne va. Lascia gli autonomisti e lascia, soprattutto, Raffaele Lombardo. Il suo allarme sulle condizioni del partito, rimasto inascoltato, lo affida a LivesiciliaCatania: “C’è troppo verticismo, così non andiamo da nessuna parte”.

Anzi, inascoltato è dir poco. Semmai, il 43enne imprenditore acese recordman di preferenze alle recenti regionali con 13601 voti racimolati, è stato bersagliato di critiche dai suoi stessi compagni di partito. Un fuoco amico che ha finito col dare un’accelerata inevitabile ad una decisione ormai matura e consapevole: D’Agostino lascia il Partito dei Siciliani. E nelle prossime ore ufficializzerà l’adesione ad altri lidi: ergo, i rumors dei bene informati della politica danno per ormai fatta l’adesione al Gruppo Crocetta dopo, sembrerebbe, un timido ammiccamento avuto con l’Udc di D’Alia.


Tuttavia, staremo a vedere. La scia è, in pratica, la stessa del senatore Giovanni Pistorio che, da ciò che fu l’Mpa, si è dimesso da segretario.

Onorevole D’Agostino, la decisione ormai è presa: lascia il partito?

Non c’è nulla da nascondere. Si è spezzato qualcosa: sì, la decisione ormai è presa”.

E dove andrà?

Tra pochi giorni farò sapere le mie intenzioni. Sto riflettendo ancora un pò perché si tratta di un passo che non ho certo meditato a cuor leggero”.

Perché lascia quello che fu il Movimento per l’Autonomia che per tanto tempo è stata la sua casa politica?

Lo dico onestamente: a me il fatto che si sia voluto evitare un confronto franco ed obiettivo sull’analisi del voto non è andata giù. C’è stata un’azione conservatrice che mi ha preoccupato e fatto capire che non avevo più motivo per rimanere. Io sono sempre stato leale: e con altrettanta lealtà prendo le distanze”.

E’ Raffaele Lombardo che non ha voluto stare ad ascoltarla?

Lombardo, certo: ma anche tanti altri che gli stanno attorno. Sono stati commessi una infinità di errori. Ma per loro va bene così. Per me decisamente no”.

La sua potrebbe essere una scelta capace di innescare una reazione a catena? Nel senso, molti altri potrebbero seguirla?

Io credo che in molti la pensino esattamente come me. Ma non trovano il coraggio di affrontare questo stato di cose e questi problemi. Solo che, alla lunga, queste incapacità di andare incontro alle esigenze dei siciliani verranno fuori: ed in quel momento, finirà tutto”.

Le sue sono parole che sembrano inappellabili.

Guardi che io vado via con molto rammarico. Personalmente, ho militato con convinzione nell’Mpa ma bisogna riconoscere che è finita una fase: si è esaurita un’era. Non si è voluto riconoscere che il risultato dell’ultimo voto per le regionali per noi è stato drammatico. Io l’ho detto, fatto presente, ma tutto questo non è stato accettato”.

Che ne pensa di Rosario Crocetta?

Ha introdotto elementi di grande novità: c’è una grande aria di rinnovamento e speriamo ci siano anche elementi di riscontro positivi. La Sicilia è in difficoltà e siamo chiamati a scelte responsabili: speriamo di essere adeguati”.

Lei lo crede?

Ci devo credere, altrimenti non mi sarei nemmeno candidato”.

Che ne pensa della nuova giunta?

Ma anche qui, ci sono diversi elementi di innovazione e modernizzazione: è incoraggiante che sia cambiato anche il metodo di lavoro. Certo, alcune scelte sono state ad effetto ma speriamo che siano state le migliori per la Sicilia”.

Se la sente di prospettare un quadro politico delle prossime elezioni per il Comune di Catania e la Provincia?

E come si fa? Il Pd sta cambiando, il Pdl pure: tutti i partiti stanno cambiando. E’ un argomento che mi sembra prematuro affrontare”.

Ma lei cosa si immagina?

Io so soltanto che occorre risintonizzarsi con la società: la politica sembra essere diventato un corpo estraneo anziché un mezzo per risolvere i problemi. La gente vuole risposte e la politica da tempo ha disatteso a questo compito”.

Senta, ha parlato con Giovanni Pistorio?

Certo, la nostra uscita dal partito è stata condivisa”.

Vi siete sentiti di recente?

Ci sentiamo quotidianamente”.

E, dunque, ad inizio della prossima settimana le vostre strade torneranno ad essere le stesse?

Penso proprio di sì”.

 


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