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Emergenza lavoro

Lettera bipartisan a Passera:
"Un tavolo per l'Aligrup"

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CATANIA - "Signor Ministro, siamo con la presente a sottoporre alla Sua attenzione la delicata vicenda della Aligrup Spa che, attualmente, rischia di chiudere". Comincia così le lettera scritta da un gruppo di parlamentari al Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera sulla vicinda Aligrup. L'iniziativa è del deputato Pdl Basilio Catanoso, ed è stata controfirmata da Giuseppe Berretta, Enzo Bianco, Giovanni Burtone, Pino Firrarello, Enzo Gibiino, Giuseppe Palumbo, Marilena Samperi, Salvo Torrisi. Nella missiva i parlamentari chiedono l’attivazione di uno specifico tavolo di crisi “che, come fatto in molte altre circostanze analoghe, possa autorevolmente lavorare alla soluzione della questione in oggetto nel rispetto di un territorio che rischia un’ulteriore depressione sociale ed economica e dei dipendenti che hanno lavorato alla costruzione di questa grande azienda”.

La lettera fa uno spaccato della situazione dell'azienda siciliana e spiega perchè è importante per l'economia dell'isola: "Aligrup opera da 40 anni nel settore della Grande distribuzione organizzata - spiegano i parlamentari - come concessionaria del marchio Despar per le Provincie di Catania, Palermo, Caltanissetta, Enna, Ragusa e Siracusa. In questo contesto Aligrup è sempre stata al primo posto tra le aziende ad intero capitale siciliano. Le performance di Aligrup relative al 2011 sono: un fatturato di 300 milioni di euro, una rete di 159 punti vendita di cui 45 diretti e 114 in affiliazione, la gestione di un deposito merci e la gestione di tre piattaforme per surgelati, ortofrutta e macelleria; una quota di mercato in Sicilia pari al 16,87% e del 23,8% nella sola provincia di Catania;1660 lavoratori più un indotto rappresentato da aziende locali che sono cresciute grazie ai rapporti commerciali con Aligrup e da lavoratori ed operatori dei centri commerciali per ulteriori 1500 lavoratori".

Poi la missiva prosegue spiegando i rischi per le migliaia di lavoratori: "L’azienda è in liquidazione volontaria - raccontano - è stata presentata un’istanza di concordato preventivo ed è stato reso noto un elenco di esuberi per oltre 700 unità con l’avvio della mobilità a partire dal 3 dicembre 2012. La chiusura e/o il fallimento della Aligrup comporterebbe la crisi di svariate decine di aziende di medie e piccole dimensioni (talvolta fino alla cessazione) che a vario titolo operavano con/per la suddetta Aligrup. L’azienda, come struttura nel suo aspetto verticale dagli uffici fino ai punti vendita passando attraverso la logistica all’avanguardia, è sana ed altamente efficiente nel settore della GDO. Grazie alla struttura verticale si è posizionata nel territorio ed ha ottenuto un notevole riscontro da parte di centinaia di migliaia di clienti, tracciabili anche attraverso la carta fedeltà. L’azienda nella sua interezza può essere davvero appetibile per qualsiasi retailer organizzato al quale permetterebbe di acquisire immediatamente importanti quote di mercato in un territorio difficile. Riteniamo necessario sottoporre alla Sua attenzione che il Ministero dello Sviluppo Economico possa interessarsi in modo diretto della vicenda in questione con l’istituzione di uno specifico Tavolo di crisi che, come fatto in molte altre circostanze analoghe, possa autorevolmente lavorare alla soluzione della questione in oggetto nel rispetto di un territorio che rischia un’ulteriore depressione sociale ed economica e dei dipendenti che hanno lavorato alla costruzione di questa grande azienda"

Infine, traccia un quadro di speranza per il futuro dei livelli occupazionali: "Tutto ciò anche considerato il fatto che è ancora possibile attivare una serie di iniziative e proposte che consentirebbero il salvataggio di Aligrup, come per esempio: interpellare tutti i retailer italiani ed internazionali interessati all’acquisto dell’Aligrup e prospettare agevolazioni ai retailer per il loro ingresso, con possibile partnership, anche attraverso defiscalizzazioni ed altri incentivi, pure ipotizzando modifiche e deroghe alle leggi esistenti".


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