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"Democrazia a sorte"
Caserta uno degli autori

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Salvatore Spagano, Maurizio Caserta, Andrea Lodato, Andrea Rapisarda, Alessandro Pluchino e Cesare Garofalo

Salvatore Spagano, Maurizio Caserta, Andrea Lodato, Andrea Rapisarda, Alessandro Pluchino e Cesare Garofalo



CATANIA - Da Atene alla Repubblica di Venezia passando per il Rinascimento. La storia ci insegna che non è una novità proporre la sorte come supporto alla democrazia. Chi l’avrebbe mai detto, però, che per rendere più funzionale il mondo della politica occorre munirsi di elaboratori elettronici e fare quattro passaggi algebrici? Quando l’universo della fisica va in aiuto a quello della sociologia, bussando alla porta dell’economista, tutto è posssibile. A dare la ricetta per questo nuovo approccio al mondo delle istituzioni sono gli autori di “Democrazia a sorte”. Un viaggio interdisciplinare, intrapreso da cinque docenti dell’università di Catania, teso a sviscerare l’argomento da molteplici prospettive.

“C’è una parte di democrazia, la vigilanza – esordisce Salvatore Spagano, assegnista di ricerca in economia politica e autore del capitolo “A che serve la democrazia” - ormai dimenticata nella nostra nazione in cui si insiste, piuttosto, nell’attribuire la responsabilità, e quindi le colpe, soltanto al rappresentante. Molti sanno che la democrazia era presente ad Atene, ma pochissimi sanno che quella forma di governo, in realtà, aveva ben poco a che fare con il voto e molto di più con l’estrazione”.

Scavare nel passato, dunque, attraverso un viaggio nella storia che indichi al presente la giusta direzione per contrastare la disaffezione nei confronto del mondo politico.

“A volte – spiega Andrea Rapisarda, docente di Fisica teorica presso il dipartimento di Fisica e Astronomia dell’università di Catania, autore del capitolo “Il ruolo benefico del caso” - è proprio uscire dagli schemi che conduce alla verità. Mi viene in mente l’esperimento del gorilla, quando furono esortati alcuni spettatori ad osservare una partita di basket per contare il numero di passaggi fatti dai giocatori nell’arco di 30 secondi. I soggetti riuscirono nel loro intento ma, presi eccessivamente dall’impresa, non notarono l’attraversamento del campo da parte di un uomo travestito appunto da gorilla”.

Attenzionare la realtà, comprenderla con giusti strumenti per poi produrre benessere collettivo.

“Quando – dice Maurizio Caserta, ordinario di economia politica e autore de “Il caso e l’efficienza” - un parlamento diventa utile? Quando produce benessere. E affinchè generi più prosperità di quello prodotto precedentemente occorre che, nelle istituzioni, tutte le sensibilità umane vengano rappresentate. Il caso, dunque, si traduce nell’opportunità di rappresentare i vari gradi di sensibilità umana”.

Cesare Garofalo, docente di Sociologia generale, nel suo capitolo “Elezioni o sorteggi: l’alternativa della demarchia” focalizza l’attenzione sulla forma moderna di democrazia rappresentativa e sul problema del professionismo politico in un organismo complesso quale quello sociale. Mentre Alessandro Pluchino, teorico al dipartimento di Fisica e Astronomia etneo, in “Politici per caso: un modello di parlamento” affronta il tema della sociofisica con una formula tutta scientifica per riportare la politica all’efficienza.

“Da pochissimi anni – spiega Pluchino – è possibile simulare centinaia di agenti virtuali nei nostri computer. La regola d’oro dell’efficienza permette infatti, attraverso un insieme di passaggi algebrici, di ricavare immediatamente il numero di deputati da inserire in parlamento per ottenere la massima efficienza in termini di leggi da approvare e di vantaggio per la collettività”

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