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Messina per Giorgia Meloni
“Modello di onestà ”

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Manlio Messina per primarie pdl

Manlio Messina, vicecapogruppo Pdl Comune di Catania



CATANIA - Mentre si contano ancora i feriti sul campo della battaglia per regionali, in casa Pdl, tra le reciproche “scomuniche” fra Stancanelli e Firrarello, il giovane consigliere comunale Manlio Messina, primo in ordine di tempo tra i big etnei del partito azzurro, prende posizione e lancia la candidatura di Giorgia Meloni alla premiership del Pdl. “La gente è stanca della politica dei settantenni che litigano per una poltrona”.

Manlio Messina scende in campo su Facebook, lanciando una pagina personale in sostegno della candidatura di Giorgia Meloni alle primarie del Pdl. Perché sostenere la premiership dell'ex ministro della Gioventu?

“Scendere in campo” mi sa ormai di vecchio. Noi vogliamo rinnovare anche nel linguaggio la nostra proposta politica. Ritengo che con Giorgia Meloni si possa intraprendere davvero un nuovo percorso, non solo nei termini del tanto acclamato ricambio generazionale. Giorgia è una persona che ha un percorso storico, un percorso politico, fatto nella stessa direzione della nostra comunità politica catanese. Un percorso che l'ha portata sui grandi scenari nazionali. Io ritengo che lei sia la persona migliore che possa incarnare, non solo una tradizione, ma un modello di onestà, d'intelligenza ed esperienza. Giorgia ha rinunciato a tanto della sua vita privata e personale, come tutti noi che abbiamo scelto sin dalle scuole di fare politica con passione, ma mai con l'obiettivo di avere un ruolo: volevamo dare un contributo di speranza e legalità. Questo era ed è il nostro spirito.

Giorgia Meloni è un esponente della destra, dell'area ex An del Pdl. Con questa candidatura si mettono fine alle pulsioni centrifughe che volevano uno strappo con la “casa madre” del Pdl?

Guardi, conosco poco le vicende romane. Comunque credo che il Pdl stia vivendo un momento di crisi annunciato da tempo. Lo dicevamo da anni che questo grande contenitore si sarebbe dovuto evolvere in un partito vero e proprio e che non poteva restare il partito a servizio di una sola persona. Oggi il Pdl vive una grande crisi perché non è stato riempito di contenuti. Ma a me non piacciono le chiacchiere: il progetto del Pdl e del centrodestra costruito vent'anni fa, ha fallito il suo obiettivo primario. E ora dobbiamo ripartire dalla gente perbene, da quei tanti disposti a mangiare la polvere. I vari “Batman” devono andare a casa. Non possiamo più nasconderci dietro a un dito. Cambiare logo e nome non basterebbe, se poi restano le stesse persone. La gente se ne accorgerebbero subito, anche grazie al sacrosanto lavoro dei giornali. Con Giorgia si può iniziare questo percorso. Io ci credo fermamente.

Tornando al territorio catanese ma restando sempre in casa Pdl. Dopo il risultato delle regionali, all'interno del partito qualcuno si è tolto qualche sassolino. Il senatore Pino Firrarello ha parlato di Stancanelli come “impresentabile” ad una prossima candidatura a Sindaco. Lei, esponente della corrente pidiellina di Basilio Catanoso e Salvo Pogliese, come giudica questo reciproco scambio di scomuniche?

Certo, dalle regionali siamo usciti letteralmente massacrati, anche se nella provincia di Catania abbiamo tenuto, nonostante abbiamo perso il 50% dei consensi rispetto alla scorsa volta. Sul caso Stancanelli-Firrarello, onestamente, e lo dico in primo luogo da cittadino, sono stanco di sentire gente litigare, di apprendere delle continue beghe di Firrarello contro Lombardo e di Lombardo contro Bianco. Non ne posso più. La gente è stanca della politica dei settantenni che litigano per una poltrona, anche per questo c'è disaffezione. Io non penso comunque che Stancanelli sia “impresentabile”, non condivido affatto le parole del senatore Firrarello, anche se non ho un buon rapporto con l'attuale sindaco di Catania, né personale né politico. Abbiamo entrambi due personalità forti. Per questo non ci prendiamo reciprocamente. Anche se riconosco in lui un politico serio e onesto che ha governato in una fase storica difficilissima. Come rispetto pure la sua scelta coraggiosa di non essersi dimesso da sindaco per concorrere alla carica di parlamentare. Dunque non c'è nessuna preclusione da parte mia sulla sua persona. Certo è che sarà il partito a decidere.

Manlio Messina ha lanciato ultimamente il piano wireless su San Giovanni Li cuti. Il rinnovo della politica passa dalle anche nuove tecnologie?

Era una proposta che avevamo inserito nel nostro programma del 2008 e l'abbiamo realizzata. Io personalmente ho devoluto metà della mia indennità in favore della wireless. Certo, sono pienamente consapevole di come Catania soffra di problemi ben più gravi della mancanza di zone per la navigazione internet gratuita, ma il mio è solo un piccolo segnale, affinché anche altri amministratori locali impegnino una parte delle loro indennità per finanziare servizi di vario genere per la città e i cittadini. Nel periodo di forte crisi che stiamo vivendo, è ora che anche la politica faccia sacrifici e tiri la cinghia per finanziare iniziative che possano rendere la nostra città sempre meglio servita.

 


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