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Terremoto in Tribunale

Formazione Corte d'Appello
Scatta maxi inchiesta

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appalti, corte d'appello, inchiesta procura catania, Cronaca
CATANIA - La maxi inchiesta della Procura, coordinata dal procuratore Capo Giovanni Salvi e dall'aggiunto Giuseppe Gennaro, mira ad accertare in che modo sono stati spesi i fondi milionari che hanno finanziato la formazione professionale della Corte d'Appello etnea.

Un vero e proprio terremoto che da mesi vede impegnata la Guardia di Finanza guidata dal colonnello
Francesco Gazzani, che sta decifrando ogni movimento di denaro dei finanziamenti alla Formazione professionale, ritenuta da sempre grande mangiatoia nella quale hanno pescato a man bassa politica e mafia.

Tutto scaturisce dal bando di 1milione e 230mila euro che LivesiciliaCatania pubblica integralmente (CLICCA QUI), un bando finanziato con i fondi del Por 2007/2013 per l'aggiudicazione definitiva dell'appalto per l'affidamento del servizio di “Rafforzamento delle capacità d’azione delle Autorità per l’Amministrazione della Giustizia della Regione Sicilia – Procura di Palermo, Tribunale di Catania e Corte D’Appello di Catania”.

La data da segnare è quella dell'11 novembre 2009, quando la commissione di gara apre le buste e stila la graduatoria delle offerte. Tra i partecipanti spiccano la Luiss Guido Carli, la Ernest e Young, la Bain e Company, colossi americani del settore della Formazione professionale.

Prima classificata, per punteggio, risulta la Lattanzio Associati, “con l'offerta di punti complessivi -si legge sul verbale- pari a 87,68”.

La Lattanzio, riteneva che il lavoro di formazione del personale della Corte d'Appello poteva essere svolto con un ribasso, cioè un risparmio per la pubblica amministrazione, del 40% rispetto al prezzo a base d'asta. Questa offerta è stata ritenuta “anomala” e la Lattanzio è stata esclusa.

Durante la fase di verifica successiva all'esclusione, la Lattanzio non avrebbe fornito “elementi giustificativi dell'offerta”, per questo, l'offerta non è stata ritenuta “congrua”.

Fatte queste premesse, la gara è stata aggiudicata alla Iraps Onlus, con il parere favorevole del Rup. Il prezzo, si legge nel documento, è di 1.230.660 euro, quattrocentomila euro in più rispetto all'offerta della Lattanzio esclusa dalla gara.

“La presente determinazione -si legge nelle ultime righe del verbale di gara- in quanto atto prodotto dall’ Amministrazione attiva e dal quale non discende direttamente o in via mediata un obbligo di pagare, non è assoggettata all’esame della competente Ragioneria Centrale”.

Tutto firmato dal dirigente generale Patrizia Monterosso e dal dirigente del Servizio Concetta Cimino.

La Guardia di Finanza sta attenzionando le modalità con cui sono stati spesi i fondi dopo l'aggiudicazione dell'appalto (leggi l'articolo di Riccardo Lo Verso su Livesicilia). Secondo le ipotesi della magistratura non sarebbero stati destinati alla Formazione professionale della Corte d'Appello.

CLICCA QUI E LEGGI IL VERBALE DI GARA


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