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Calatino

Finanze al collasso
Sindaci sul piede di guerra

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Giuseppe Compagnone, Giuseppe Fucile, Nicola Bonanno, Nicola Pirotti, Catania, Politica
CALTAGIRONE- L’incontro dei sindaci del Calatino con il vicepresidente dell’Anci Sicilia Paolo Amenta, si è concluso con la minaccia di una serrata dei municipi di tutti i comuni. Ferma la posizione dei primi cittadini, che invano e da tempo cercano di richiamare l’attenzione sullo stato disastroso delle casse dei propri enti cercando una soluzione alle difficoltà finanziarie arrecate anche dalla ormai costante lentezza dei trasferimenti già ridotti all’osso.

I sindaci di Caltagirone (Nicola Bonanno), Castel di Iudica (Nicola Pirotti), Grammichele (Giuseppe Compagnone), Licodia Eubea (Giovanni Verga, rappresentato dall'assessore Sebastiano Greco), Mazzarrone (Vincenzo Giannone, rappresentato dal vicesindaco Enzo Amato e dall'assessore Pina Buonvicino), Militello (Giuseppe Fucile), Mirabella Imbaccari (Vincenzo Marchingiglio), Raddusa (Cosimo Marotta), Ramacca (Francesco Zappalà), San Cono (Nunzio Drago), San Michele di Ganzaria (Gianluca Petta), Scordia (Angelo Agnello) e Vizzini (Marco Aurelio Sinatra), hanno sottolineato come prioritari “la sospensione o lo spostamento delle rate dei mutui in scadenza al 31 dicembre 2012, un ricorso ai tagli ai trasferimenti statali, e il pagamento da parte della Regione delle anticipazioni già fatte dai Comuni per sopperire ai forti ritardi di quest’ultima nel trasferimento dei fondi e per ridare liquidità alle casse comunali sempre più esangui e in molti casi sull'orlo del dissesto”.

Durante l’incontro, inoltre, i sindaci hanno ritenuto fondata e urgente l’organizzazione di un incontro con il neo Governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, per discutere anche della scadenza al 31 dicembre 2012 del termine per la gestione straordinaria del sistema dei rifiuti e dei contratti a tempo determinato, non prorogabili, dei lavoratori precari, “a cui – è stato detto – bisogna dare risposte con l'indispensabile intervento di Regione e Stato”.

Ci sarebbero responsabilità dirette della Regione sui ritardi di fondi di sua competenza che i comuni hanno dovuto anticipare, privando le casse di liquidità per le loro attività. Per questo i sindaci dunque minacciano la chiusura forzata dei municipi come atto di rivolta verso una situazione mal gestita negli anni e che rischia di portare sull’orlo del fallimento non solo gli enti comunali ma tutto l’indotto economico che transita per le casse degli enti.

 

 

 


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