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LA STORIA DI SALVO CANNIZZO

Vittima dell'uranio impoverito
Non riconosciuta la causa di servizio

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, Cronaca
CATANIA - “La Direzione generale della previdenza militare, Previmil, ha respinto l’istanza di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio e di concessione dell’equo indennizzo” avanzata da Salvo Cannizzo, il marò catanese morto il 17 settembre scorso per un tumore al cervello, causato dalle esposizioni di uranio impoverito durante una missione di pace in Kosovo.  Questo quanto ha affermato, questa mattina,  il sottosegretario alla Difesa Filippo Milone  in risposta ad un intervento di Giuseppe Berretta, deputato del Pd, che lo scorso 3 ottobre aveva presentato un’interpellanza per chiedere al Governo di intervenire per dare sostegno economico alla famiglia di Cannizzo. Forte la reazione del deputato catanese: “Mi rivolgerò al presidente della Regione Rosario Crocetta e al sindaco di Catania – afferma - per porre un rimedio immediato rispetto ad una obiettiva mancanza dello Stato, che non è riuscito a trovare uno strumento per dare un sostegno economico alla famiglia dell’ex militare”. La risposta del sottosegretario è stata, secondo Berretta, “del tutto insoddisfacente”. “In una vicenda come questa - evidenzia -   mi sarei atteso parole di verità e speranza per la famiglia di Cannizzo, per dei figli che hanno perso il padre”.“Lo stesso sottosegretario però - aggiunge il deputato - ha confermato che in base agli attuali studi scientifici non si possa confermare ma nemmeno escludere un nesso tra l’esposizione all’uranio impoverito e lo sviluppo della malattia.” “Capisco che c’è un iter burocratico da seguire, ma che Stato è quello che non considera le difficoltà dei cittadini tentando di porvi rimedio?” conclude Berretta che a questo punto si rivolgerà direttamente a Crocetta e Stancanelli.


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