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Intervista a Raffaele Stancanelli

"La mia ricetta per i conti
Firrarello? Si ritiri"

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Raffaele Stancanelli



CATANIA - Raffaele Stancanelli ha un piano. Non ci ha dormito la notte. Ma, alla fine, pare avere trovato il rimedio per arginare una volta per tutte la voragine nei conti del Comune. Quattro anni passati a mettere toppe in ogni modo ed a chiedere sacrifici ai suoi cittadini salvo, scoprire poi, di avere ereditato altri milioni di euro di debiti. Situazione insostenibile. Ci sono altri 22 milioni di euro, infatti, da dover coprire. Una brutta scoppola. Che però, forse, riuscirà a bloccare e restituire al mittente. L’incontro con il primo cittadino del capoluogo etneo, parte proprio da qui. Prima dell’affondo al suo ormai ex amico, Pino Firrarello.

Sindaco, che momento è per la sua città?

“Non scopro nulla di nuovo se dico che c’è una crisi assoluta e che i livelli di occupazione sono sempre più ridotti. È dura per un sindaco assistere a queste cose. Però, quattro anni fa tutti ci davano per falliti ed, invece, siamo qua”.

Lei ha sempre rimarcato questo aspetto con soddisfazione.

“Certo. Perché è stata dura. Noi ci siamo riusciti con rigore e determinazione”.

Adesso, però c’è questo “giallo” legato ad un buco enorme: ben 22 milioni di euro. Ci dice cosa intende fare?

“Guardi, per noi che abbiamo intrapreso un percorso che ci ha portato a risanare debiti per oltre un miliardo di euro cosa vuole che sia? Ironia a parte, diventa d’obbligo trovare una soluzione a qualcosa che ci è cascata dal cielo. Non l’abbiamo certo creata noi”.

Ed allora ci dica, com’è che ci sono questi altri debiti da pagare?

“Le faccio il quadro della situazione. Ci sono tre fattori che incidono. Il primo: c’è una sentenza del Tribunale di Catania che ci obbliga a restituire oltre 5 milioni di euro. Si tratta di una vicenda che riguarda la costruzione di una serie di alloggi popolari. Ora non solo saremo costretti a pagare, ma la sentenza ci impone pure di restituire gli alloggi. Tengo a precisare ed a sottolineare che questi fatti risalgono al 1989”.

Ci vuol far sapere che nell’89 c’era Bianco?

“Nell’89 c’era un’altra amministrazione. Non certo la mia. Per cui noi paghiamo ancora gli errori di altri. Il secondo fattore è che da Roma, all’improvviso, abbiamo subito un taglio netto dei trasferimenti per 29 milioni. Una cifra enorme. Terzo: solo lo scorso 31 ottobre abbiamo scoperto che dalla Regione sarebbe arrivato il 41% in meno di contributi. Tutto questo la città deve saperlo”.

Cerchiamo di capire, allora, come ne uscirete.

“Ho studiato cosa fare. Faremo riferimento a quella norma che prevede l’impiego del fondo di rotazione dello Stato per compiere un riequilibrio dei conti. È l’unico modo. Ce la faremo anche stavolta. Come sindaco ho sempre dato l’esempio: mi sono ridotto l’indennità del 30 per cento e domani (oggi per chi legge, ndr) chiederò ai dirigenti del municipio di ridursi le indennità sui risultati conseguiti del 20 per cento”.

Accetteranno?

“Sicuramente. Questi sono fatti: non quelli che vi ha raccontato l’ingegnere Costa”.

Lui ha raccontato un punto di vista.

“Lui ce l’ha con me solo perché gli ho bloccato il progetto di via Rotolo: quello che prevedeva la cementificazione di tutto il lungomare. Io non gliel’ho permesso”.

Voltiamo pagina. Lo sa che la sua candidatura, la prossima primavera, non appare così automatica? Il senatore Firrarello dice che lei non rappresenta il suo candidato; mentre il capogruppo Condorelli sostiene che Stancanelli per ricandidarsi deve prima affrontare le primarie. Come la mettiamo?

“Guardi, io le alleanze le faccio solo con i cittadini: non ho mai rinnegato questa alleanza”.

Ma la sua coalizione è fatta di partiti.

“Il fatto che Firrarello dica che non sono il “suo” candidato mi toglie un peso. Lui rappresenta la vecchissima politica: quella della quale non c’è più di bisogno. Per quattro anni mi ha messo i bastoni tra le ruote. Se il centrodestra ha delle responsabilità è anche per colpa di uno come lui che insiste con la vecchia logica della politica. Sulle primarie, posso dirle che io sono stato il primo a lanciarle. Le ho proposte in tempi non sospetti ed hanno un significato: quello di ampliare la coalizione”.

E qual è la coalizione che Lei immagina? Quella con Pdl, Partito dei siciliani e La Destra?

“Tutte le forze che possono contrastare la sinistra. Di sicuro, non serve chi come Firrarello ha svolto attività nefasta e negativa.

Per tutto il quadro che ha disegnato e con estrema sincerità: non le è pesato essere rimasto a fare solo il sindaco ed avere rinunciato, invece, alla carica di senatore?

“Lo dico con sincerità: no. E tra l’altro, vorrei ricordare che io quattro anni fa ero destinato ad altro”.

Lei era destinato alla Provincia. Ma poi arrivò la telefonata di Raffaele Lombardo..

“No, non fu Lombardo a chiamare”.

Ed allora chi?

“Fu Ignazio La Russa. Mi disse: ‘Sei l’unico che può salvare la situazione’. Nessuno voleva candidarsi. Ma una persona come me, che aveva ricevuto tanto dalla politica non poteva tirarsi indietro. Non potevo dire di no. Accettai. E comunque dovrebbe far riflettere che allora nessuno voleva candidarsi mentre oggi ci siano in giro ventisette aspiranti”.

E, dunque, siamo arrivati a oggi.

“A far fronte alle emergenze. Sa quanto paghiamo di mutui al mese? Cinque milioni di euro. Prestiti che hanno contratto altri. Io il 30 ottobre avrei potuto dimettermi e pensare di tornare a Roma. Non l’ho fatto. Altri, invece, non c’hanno pensato due volte”.

Allude a Giuseppe Castiglione?

“No, no. Il mio è un discorso in generale. In tanti si sono dimessi in tutta Italia”.

Un’ultima cosa, glielo domando nella veste di esponente di partito: cosa vede nel futuro del Pdl?

“Da uomo di centrodestra sono molto preoccupato. Se continuano a comandare quelli come Firrarello siamo rovinati. Se ne andasse a casa. E forse, finito di fare il sindaco, verrà anche per me il momento di andarmene a casa”.

 


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