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Pier Paolo Montalto (Rifondazione Comunista)

“L’asse Pd-Lombardo?
Non si è mai spezzato”

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lombardo, Montalto, pd, rifondazione comunista, Politica
CATANIA - Pierpaolo Montalto è di certo uno che non le manda a dire. Forte dei quasi duemila e cinquecento voti di preferenza (ma guai a parlare di risultato personale) cerca di individuare una strada per uscire dalla crisi che ha palesemente investito la sinistra e premiato Grillo. “Sul mio risultato ci tengo a ripetere quello che dico spesso. Io l’aggettivo personale lo apprezzo poco, preferisco parlare del risultato del segretario provinciale di Rifondazione Comunista. Io credo che un buon risultato vada ascritto al partito. Abbiamo delle percentuali che vanno ben oltre il 5% nei territori in cui Rifondazione è più strutturata. Mi riferisco agli straordinari risultati di Scordia, Palagonia, Militello, Riposto e Catania (ottimo risultato). Io credo che sia stato premiato non solo il radicamento del partito ma una linea politica bene precisa”. Diverso e sotto gli occhi di tutti il risultato complessivo della lista. Montalto dice: “Il risultato della lista è deludente a Catania come in tutto il resto della Sicilia. Siamo all’anno zero. L’assenza di voti di lista è il dato più drammatico, c’è stato l’abbandono da parte dell’elettorato della sinistra. Questo è un dato grave. La lista si è retta principalmente sui candidati e se ha avuto forza è stato grazie a quelli che si sono spesi nelle lotte sociali. E’ un risultato negativo, deludente, che non ci aspettavamo ma che ci dovevamo aspettare nel momento in cui veniva ritirata la candidatura di Fava. Io credo che quello sia stato un momento tragico per la nostra lista”.

Preso atto del risultato non resta che guardare al futuro e Montalto non ha dubbi sul percorso da seguire. “Io credo che la sinistra non possa che ripartire da quello che di positivo c’è stato in questa campagna elettorale. Io lo ripeto riusciamo a ottenere risultati straordinari in quei territori dove siamo stati capaci di mettere insieme il vecchio e il nuovo: una ricetta semplice. Da una parte le sezioni di Partito che diventano punti di riferimento giornaliero e costante, dall’altra la necessità di una politica che si rinnova nelle pratiche nei contenuti e che fa della chiarezza, della radicalità e della competenza i suoi parametri di riferimento principali. Credo che la sinistra debba ripartire da questo. Non ho altre ricette, so solo che dove il partito è stato presente, dove abbiamo lavorato e creato relazioni vere lì abbiamo avuto un buon risultato. Ripeto siamo all’anno zero”. La strada maestra è il radicamento sul territorio. “La sinistra storicamente è sempre ripartita dai suoi legami sociali - continua Montalto - ecco, bisogna rafforzare quei legami sociali. Capire che non abbiamo più un patrimonio di voti che rimane fermo là, non è così. Per avere consenso devi costruire sul territorio, costruire relazione, devi essere In prima linea nelle battaglie sociali, dimostrare l’utilità nelle battaglie sociali e costruire un gruppo dirigente giovane, qualificato, impegnato, onesto e che abbia un’idea chiara di quello che vuole fare”. Montalto si dice “preoccupato” dal fenomeno Grillo, che considera “mediatico”. Le dichiarazioni rilasciate dal comico genovese sulla mafia e su Termini Imerese non lo hanno affatto convinto. Montalto si chiede se il MCS riuscirà a tradurre le affermazioni di principio in proposta politica. Durissimo l’affondo nei confronti del Pd che a detta di Montalto non andrebbe neanche annoverato all’interno del panorama della sinistra. “Io per sinistra intendo quel bagaglio di valori di solidarietà, uguaglianza sociale, diritti di libertà , credo che con questo l’esperienza siciliana del centrosinistra c’entri veramente poco. Penso al governo Capodicasa che aveva come assessori Rotella e Cuffaro. Il Pd è stato il partito che prima ingannava i siciliani simulando una falsa contesa con Lombardo e poi sosteneva quel governo (politicamente e istituzionalmente) lo stesso che ha devastato la Sicilia. Adesso hanno sostituito Lombardo con l’ Udc, uno dei partiti che maggiormente ha la responsabilità di avere inquinato le istituzioni siciliane con una collusione (raccontata dalle indagini) tra potere criminale e potere politico. Vincono perché gran parte dei poteri forti stanno con loro. Vincono senza maggioranza politica, senza idee, senza programma. Un Pd siciliano che sceglie di collocarsi con l’area centrista e che speriamo non faccia peggio del governo precedente. Ma chiaramente non leggo nulla di sinistra in questa coalizione”. Deludente e poco rassicurante il debutto del Movimento Cinque Stelle. “Stiamo iniziando malissimo”. Montalto si riferisce all’offerta della presidenza dell’Ars proposta dal MCS a Concetta Raia “il candidato, di fatto, che più rappresenta l’asse Lombardo - Pd”.

Montalto rincara la dose : “Credo che candidati come Concetta Raia siano l’espressione di continuità di quell’esperienza di governo che non si è mai interrotta”. Insomma Montalto non fa sconti al Pd con le dovute conseguenze in vista delle amministrative catanesi. “Per Rifondazione è impensabile qualsiasi dialogo o alleanza con chi nei contenuti, nelle pratiche, nelle alleanze, nella geografia della politica catanese non rappresenta più la sinistra. Noi abbiamo avuto un centro sinistra assolutamente silente tanto in consiglio comunale che in consiglio provinciale. Mentre una città veniva abbandonata a se stessa”. “Un esempio su tutti quello nel maggio 2011 venivano cacciate le famiglie che abitavano nel palazzo di cemento, ottobre 2012 un bambino cade nella voragine di quel palazzo”. E ancora: “Ma dove sta l’opposizione politica in questa città? Chi è intervenuto? Chi si è speso affinchè Catania non subisse tutto quello che ha subito? I dirigenti del Partito Democratico sono intervenuti dopo mesi senza offrire soluzioni e con sbiadite lamentele per quello che era successo mesi prima. Dove erano quando quelle cose accadevano? Dov’erano quando la giunta operava in quel modo? Dov’erano durante la formazione del buco di bilancio? Dov’erano durante gli sprechi? Il centrosinistra catanese credo sia rimasto imbrigliato nelle ragioni del potere. Se provi a confrontarti sul centro destra sul loro stesso piano, se pensi che ad un patronato si risponda con un altro patronato non stai facendo altro che confonderti con le destre. Si sono estremamente confusi con le destre”. La critica del segretario di Rifondazione parte comunque da lontano, dalla sindacatura di Bianco che Montalto definisce “un’occasione sprecata” incapace di “dare le risposte che Catania si aspettava”. Infine la proposta: “A Catania serve una sinistra vera che abbia il coraggio di aprire un grande laboratorio politico, un unico progetto che veda nella ricerca del bene comune il nostro obiettivo principale”. Insomma nessun accordo con il Pd per le comunali e un progetto di alternativa (sbarramento permettendo ovviamente). Ma la pensano così anche gli altri dirigenti dei partiti della lista Fava?


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