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Il Festival di Villa Filippina

“È il momento di scegliere”
Ecco i pizzini della legalità

festival della legalità

Gli oltre quattromila ragazzini presenti al Festival di Villa Filippina hanno affidato i loro pensieri a un post-it. Nelle loro parole la speranza di un futuro senza mafia.

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PALERMO - “Se la mafia arriva ad uccidere un bambino per dimostrare la sua forza è perché la mafia è debole”. Parola di un ragazzino, di uno dei quattromila presenti al Festival della Legalità che si è appena chiuso a Palermo. Sono il segnale più chiaro di una riscossa che parte dai più piccoli: sono i “pizzini della legalità” lasciati dagli studenti a Villa Filippina dopo aver visto la mostra “L’orrore della mafia: per non dimenticare il piccolo Giuseppe Di Matteo”, dedicata al piccolo ucciso da Cosa Nostra l’11 gennaio 1996 a San Giuseppe Jato.
I “pizzini della legalità” sono decine e decine. Esprimono concetti importanti, talvolta con parole forti come “omertà”, “silenzio”, “giustizia sociale”. Le loro parole sono pesanti. Pesanti come il cambiamento. Forte è la voglia di legalità, vista come “il simbolo di un uomo libero” o come “un filo di vento che percepisci ma che non senti più quando ti si presenta di fronte un muro come la mafia”. Forte è la consapevolezza che è con la cultura che si inizia a combattere il male oscuro della nostra terra. “la mafia teme più la scuola che la giustizia” scrive qualcuno, mentre c’è chi addirittura propone di “cancellare la parola mafia dal vocabolario della lingua italiana”. Un altro è imperativo: “È arrivato il momento di scegliere fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato”.
Alcuni ricordano il piccolo Giuseppe: “Non ci sono parole per descrivere la rabbia che si prova davanti a scene di violenza e crudeltà come l’uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo”; “È incredibile pensare che la mafia possa aver coinvolto e punito bambini innocenti con l’unica colpa di essere figli di mafiosi”. Altri se la prendono con la politica: “la Sicilia ha bisogno di una nuova classe dirigente non collusa con la mafia”. Altri ancora guardano al futuro con l’ottimismo che dovrebbe essere un diritto per ogni ragazzo. “Gli uomini passano ma le idee restano - scrive uno dei ragazzi – Queste sono le parole che rimarranno per sempre nel nostro cuore in quanto siciliani, dette da un eroe morto per la lotta contro la mafia, Giovanni Falcone. È proprio in memoria di uomini come lui che dobbiamo portare avanti la nostra Sicilia per un futuro migliore”.


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