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IL CASO VENTURI

Nemici della contentezza

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PALERMO - L’idea parte da un fatto di cronaca che sapete. L’ex assessore regionale alle Attività produttive Marco Venturi critica – duramente e pubblicamente – l’ex presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo. Le sue dichiarazioni avrebbero sollevato un vespaio (o verminaio). Ma qui mi fermo per un istante e disserto su altro.

“Nemico della contentezza”. Una definizione che fa parte dei modi di dire palermitani. E che riassume, volendo generalizzare, un atteggiamento tipico nostrano. Con “nemico della contentezza” si suole indicare l’individuo che si lamenta a tutti i costi, in qualsiasi stagione, a ogni proposta e qualunque sia la situazione che si offre al suo giudizio. Giudizio anche non richiesto. A maggior ragione se non richiesto. E di solito lontano anni luce dalla soluzione. Perché sta in questo, suppongo, il diletto dell’essere nemici della contentezza: pepare la discussione, mostrando di saperne sempre di più.

Al di fuori della città e dell’isola il “nemico della contentezza” trova un corrispondente nel proverbiale “bastian contrario”. Questa categoria di atteggiamento si è arricchita in tempi recenti di un brutto neologismo, il “benaltrismo”. Ossia, la pervicacia nel proporre soluzioni e argomentazioni di più ampio respiro e maggiore impellenza non appena si orecchia qualcuno che prenda un’iniziativa o tenti di risolvere un problema circoscritto. Hic et nunc. Si discute di immondizia che lievita nelle strade della città? Be’, i problemi sono “ben altri”. Si ribatte cercando di approfondire questo “ben altro”? Ebbe’: il problema è l’immondizia.

Non se ne esce, da discussioni del genere, che un tempo trovavano eccellente brodo di coltura nelle piazze di provincia o di quartiere e alle fermate dell’autobus. Ci siamo evoluti: la palestra ideale per i campionati cittadini di inimicizia della contentezza è diventato il web. Nello specifico, l’area dei commenti dei quotidiani in rete e simili. L’ho provato sulla mia pelle, perché ho scritto per un paio di siti del genere, sottoponendomi alla gogna del commento dei lettori. E lo sto facendo anche adesso.

Torniamo a Venturi che definisce la presidenza lombardiana come “sistema politico-affaristico-clientelare-mafioso”. Alcuni commenti in coda alla notizia riportata da “Livesicilia” sono un concentrato di “benaltrismo”, brandito da “nemici della contentezza”. Venturi ci avrebbe sguazzato, secondo certi commentatori, quindi taccia. Venturi ha amministrato: giustifichi le sue scelte, prima di farsi bello. Venturi parla e accusa? Perché lo fa soltanto adesso?

Eppure basterebbe poco per fare pace con la contentezza. Per esempio, dirsi: “Meglio tardi che mai”. Esistono le vie di mezzo. Non solo il contrattaccare e lo scontentarsi sempre e comunque. Lo sapevano i latini. Lo dimenticano molti palermitani.


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