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IL NEOCOMMISSARIO GIUSEPPE CALACIURA

"Con me, il Parco dell'Etna
sarà patrimonio Unesco

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“Il mio campo è stato quello sanitario, da quando mi sono laureato mi sono occupato sempre di medicina, è una novità per la mia storia di vita e professionale, spero che il Signore mi illumini e mi assista”. Con queste parole l'autonomista Giuseppe Calaciura, accoglie la nuova nomina a commissario dell'Ente Parco dell'Etna. “Mi insedierò lunedì - spiega - e con la mia guida il parco diventerà patrimonio dell'Unesco: è questa la scommessa che voglio vincere”.

Obbligatorio, quando si parla con il nuovo commissario dell'Ente che gestisce il vulcano più alto d'Europa, fare un passo indietro e tornare allo scandalo del Pta di Giarre, ovvero l'appalto affidato senza gara al marito di Anna Finocchiaro, per il quale Giuseppe Calaciura è indagato. “Mi auguro -commenta - che tutto si risolva, perché la mia buona fede è totale, ho un bel ricordo del giorno dell'inaugurazione, ma il ricordo è offuscato da tutto quello che è successo”.

Se tornasse indietro c'è qualcosa che non rifarebbe? “Sono tante le cose che non rifarei”, risponde Calaciura, che aggiunge: “non dovevo mettere, come dicono i contadini delle nostre parti, “sotto le ascelle” le pratiche dubbie, dovevo andare in assessorato e chiedere come comportarmi. Forse ho sbagliato a non farlo. Solo questa ritengo sia la mia colpa: ho sbagliato a lavorare in solitudine”.

E Lombardo che ruolo ha avuto? “Il presidente Lombardo -sostiene Calaciura- non ne sapeva nulla, lo ha saputo quando non è venuto, si figuri che ho conosciuto il dottore Fidelbo (marito di Anna Finocchiaro ndr), soltanto quando mi sono insediato perché fa parte del comitato etico dell'Asp3”.

In chiusura un commento sul ritiro di Massimo Russo, che ha commissariato l'Asp guidata da Calaciura. “Mi dispiace -dice Calaciura- anche se con lui non ho avuto la possibilità di interloquire sui bilanci dell'Asp. Il deficit è causato -conclude l'ex manager dell'Asp- dalla mobilità passiva cioè il pagamento delle prestazioni dei cittadini della provincia che non si curano presso gli ospedali dell'Asp e da un debito col Comune di Catania risalente al 1998”.


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