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Catania, il sindaco Stancanelli

Un patto con Musumeci
per il secondo mandato


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Guai a sottovalutare Raffaele Stancanelli da Regalbuto, il sindaco ex assessore di Totò Cuffaro, che ha il piglio dell'abile tessitore a Catania, quattro anni dopo la sua elezione, è sorretto da una maggioranza immutata che vede dietro lo stesso banco firrarelliani e lombardiani come se nulla fosse. Le tensioni ci sono, il senatore Pino Firrarello lo ritiene “succube” del suo omonimo Raffaele da Grammichele, addirittura durante l'ultimo congresso provinciale del Pdl si è sfiorata la rottura. Ma Stancanelli è sempre lì, interlocutore privilegiato di Ignazio La Russa, capace di parlare di notte -a quattr'occhi- con l'uscente governatore di Sicilia, suo ex compagno di scuola, e di giorno con i consiglieri del Pdl più verdi del pistacchio di Bronte.

Ha azzeccato anche l'ultima mossa in ossequio al promoveatur ut amoveatur: è stato il primo a lanciare la candidatura di Nello Musumeci mettendo l'ipoteca sul secondo mandato da primo cittadino. Musumeci infatti era, sino a poche settimane addietro, il principale pretendente alla poltrona di sindaco di Catania e il principale concorrente- oppositore di Stancanelli. Il sindaco di Catania lo ha lanciato come candidato presidente della Regione e Musumeci, proprio ieri, lo ha ringraziato pubblicamente in conferenza stampa. Una mossa che potrebbe ridisegnare la maggioranza che sostiene Stancanelli con l'immissione, direttamente dai banchi dell'opposizione, della pattuglia di consiglieri eletti con La Destra. Così la vecchia inimicizia tra Stancanelli e Musumeci potrebbe diventare il punto di forza per il secondo mandato affrontando a gamba tesa le elezioni della prossima primavera. Serve la coalizione e Stancanelli ce l'ha, serviva un concorrente di peso in meno come Musumeci, e Stancanelli non ce l'ha. Unico neo il rapporto con la magistratura e la Giustizia: il primo cittadino ha perso il controllo dopo il rinvio a giudizio per le nomine nel settore dei servizi sociali accusando magistrati e giornalisti. E ha aggiunto: “Ridatemi il mio onore, voi pensate che se non mi ridanno l'onore io possa essere nelle condizioni di serenità per ricandidarmi sindaco di Catania?”. Ecco perché la partita è tutta da vedere.