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Gianfranco Micciché scende in campo

"Un nuovo partito siciliano
Mi spiace per Musumeci"

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, Politica
“Avevamo chiesto al Pdl la garanzia che non si sarebbe alleato con la Lega Nord e ci è stato detto di no. Per questo motivo abbiamo rotto con Musumeci”. Gianfranco Micciché spiega così lo strappo col candidato alla presidenza che lui stesso aveva indicato. E saluta la nascita imminente di un nuovo partito dei siciliani, dove confluiranno Grande Sud, l'ex Mpa, Fli e Mps. “Tutti abbandoneremo le sigle dei nostri partiti, per dare vita a un progetto al quale lavoro da tanti anni. Una forza politica che oggi vale almeno il 30% e potenzialmente anche più del 40%”. Cifre sufficienti per vincere queste elezioni dove Micciché dovrà “giocarsela” soprattutto con Rosario Crocetta e, appunto Nello Musumeci. “A Nello voglio bene. E spero che questa sia una campagna elettorale senza veleni. Ma noi avevamo chiesto delle cose precise, nell'interesse della Sicilia. I partiti che lo sostengono, si sono rifiutati di accettarle”. Mentre sul candidato del Pd: “Io mi chiedo come l'Udc possa scegliere di sostenere un uomo 'beatamente omosessuale'. Che sia chiaro: io sono sempre stato un liberale in tutto e per tutto, non ho nulla contro i gay, anzi ho molti amici omosessuali, anche intimi. Ma mi chiedo molto più semplicemente come farà gran parte di quell'elettorato cattolico che segue l'Udc ad accettarlo”.

Insomma, le bordate non mancano. E non risparmiano nemmeno i “candidati virtuali”, come Antonio Ingroia. “Avevo detto che mi sarei ritirato dalla corsa a Palazzo d'Orleans – ha detto Micciché – se si fosse candidato Piero Grasso. Ma Grasso e Ingroia non sono la stessa cosa. Sarebbe come mettere sullo stesso piano Ibrahimovic e Brienza solo perché sono entrambi calciatori. Tra l'altro – affonda – la scelta eventuale del pm di scendere in campo darebbe forza a quanto si dice in giro da tempo: che in questi ultimi anni abbia pensato più a fare politica che a fare il magistrato”.

Insomma, se non è uno show, poco ci manca. In piedi, al fianco del protagonista, esponenti dei vari partiti che formano la coalizione a sostegno di Miccichè. Dal capogruppo di Fli Livio Marrocco, al coordinatore regionale di Grande Sud Pippo Fallica, all'esponente dell'Mpa Guglielmo Scammacca della Bruca. E non mancano gli amministratori locali delle varie forze politiche. "I partiti tradizionali – ha detto Miccichè - rappresentano una disgrazia pubblica. Guardate l’Udc: pur di avere un lasciapassare per un accordo che riguarda Roma, le mire di Casini e Bersani, ma che non riguarda la Sicilia, vede i cattolici votare un uomo del Pd beatamente omosessuale. La nostra militanza politica nei partiti tradizionale? L’esperienza politica era necessaria per lavorare a questo progetto. Tutti i presenti qui hanno fatto parte di quei partiti. Ma ho conosciuto tanta gente che ha lavorato in alcune aziende, e poi ha scelto di mettersi in proprio seguendo altri criteri e altri principi. Siamo ottimisti sul fatto che i siciliani comprenderanno la nostra scelta. Fli è un partito nazionale? Certo, - ha aggiunto - ma ha rinunciato alla propria sigla e a un patto con la Lega. E non è poco. E l’ok l’ho avuto prima da una telefonata con Briguglio, poi direttamente da Fini. Il Pdl tutte queste cose non ha voluto farle".

E la scelta di Micciché potrebbe incrinare per sempre il rapporto col vecchio amico-leader Silvio Berlusconi. “Ho sentito ieri Berlusconi. Una telefonata dai contenuti privati, come si fa con un amico. Vi posso solo dire che non ha nemmeno provato a farmi tornare indietro. Ma era molto amareggiato. Mi ha chiesto cosa devo fare: 'Gli ho risposto di diffondere un'agenzia con la quale invitava a votare Micciché".

Addio a Berlusconi, quindi. E un nuovo abbraccio a Raffaele Lombardo, contro il cui governo, fino a pochi giorni fa, il suo partito si era battuto, anche, a volte con toni molto forti, fino addirittura a sottoscrivere una mozione di sfiducia (mai discussa in Aula). “Lombardo – minimizza Micciché - Ha fatto certamente qualche errore. Ma chi non ha peccato scagli la prima pietra. Ha avuto però, dimettendosi, una dignità che altri non avevano avuto. Non solo in Italia, ma anche in Sicilia. Ha abbandonato il partito affidandolo a Giovanni Pistorio, persona con cui da sempre ragioniamo. Anni fa avevamo iniziato proprio con Lombardo a lavorare a questo progetto per la creazione di un partito siciliano, che bilanciasse il peso della Lega Nord. Poi sono iniziate le liti. Ma del resto chi sta in minoranza attacca il governo ed è normale: abbiamo fatto il nostro mestiere di opposizione".

Ma l'odio, è ormai un lontano ricordo. Le elezioni ormai imminenti rappresenteranno “un referendum sulla Sicilia. Su chi ama, e su chi non ama la Sicilia. Chiedere di non farsi massacrare dalla Lega è o non è amore per la Sicilia? Rinunciare a tutto, ai propri agi, ai propri simboli, è o non è amore per la Sicilia? Noi faremo una campagna elettorale in cui dimostreremo qual è il nostro amore per la Sicilia". Insomma, adesso si parte davvero. Per Gianfranco Micciché è iniziata la stagione dell'amore.

La conferenza di Gianfranco Micciché minuto per minuto

13.06 "La nostra militanza politica nei partiti tradizionale? L’esperienza poltica era necessaria per lavorare a questo progetto. Tutti hanno fatto parte di quei partiti. Ma ho conosciuto tanta gente che hanno lavorato in alcune aziende, e poi hanno scelto di mettersi in proprio seguendo altri criteri e altri principi. Siamo ottimisti sul fatto che i siciliani comprenderanno la nostra scelta. Fli è un partito nazionale? Certo, ma ha rinunciato alla propria sigla e a un patto con la Lega, le pare poco? E l’ok l’ho avuto prima da una telefonata con Briguglio, poi direttamente da Fini. Il Pdl tutte queste cose non ha voluto farle".

12.50 "Ritirarmi se si candidasse Ingroia? Assolutamente no. Avevo detto che mi sarei ritirato se si fosse candidato Piero Grasso. Ma c'è una bella differenza: un po' quella che passa tra Ibrahimovic e Brienza. Tra l'altro, credo che se Ingroia si candidasse, sarebbe la prova di quello che si dice da anni: che negli ultimi anni ha fatto più il politico che il giudice".

12.46 "Faremo un condice etico. Ma non voglio essere un demagogo. Se imponessimo che gli indagati non possano essere eletti, vorrebbe dire che vogliamo consegnare la politica ai magistrati".

12.40 "Ho sentito Berlusconi. Non ha nemmeno provato a farmi tornare indietro. Ma era molto amareggiato. Mi ha chiesto cosa devo fare: 'Gli ho risposto di diffondere un'agenzia con la quale invitava a votare Micciché".

12.28 "Ho parlato di derattizzazione. Se sarò eletto, la burocrazia siciliana dovrà aderire a un nuovo sistema. Chi sarà d'accordo, non verrà derattizato, può stare tranquillo. Chi vuole lavorare, e ama la Sicilia non ha nulla da temere. Chi non ama la Sicilia sarà invitato, o costretto, a mettersi da parte".

12.24 "Credo che noi abbiamo un potenziale da 40%. Oggi, forse valiamo il 30%. Ma il progetto vale molto più di quanto i sondaggi o le ultime amministrative ci hanno assegnato. Ringrazio tutti i partiti che mi sostegono: Fli, Partito dei siciliani ed Mps. Il nostro obiettivo è un grande progetto per cambiare la Sicilia. I siciliani non sono secondo a nessuno".

12.20 "I partiti tradizionali rappresentano una disgrazia pubblica. Guardate l’Udc: pur di avere un lasciapassare per un accordo che riguarda Roma, le mire di Casini e Bersani, ma che non riguarda la Sicilia, vede i cattolici votare un uomo del Pd beatamente omosessuale. Non ho mai avuto problemi: sono una persona liberale, che ha molti amici, anche intimi, omosessuali. Ma quella parte di mondo cattolico che fa riferimento all’Udc immagino sia sbandata".

12.15 "Perché è saltato l'accordo con Musumeci? Avevamo chiesto ad esempio garanzie che non si facessero accordi con la Lega Nord. Io avevo anche chiesto di cambiare nome. Ma sono un provocatore. Ci è stato detto che non era possibile. Non è vero che l’accordo con Musumeci è saltato per questioni riguardanti una ricandidatura. Questo sarà un referendum sulla Sicilia. Su chi ama, e su chi non ama la Sicilia. Chiedere di non farsi massacrare dalla Lega è o non è amore per la Sicilia? Rinunciare a tutto, ai propri agi, ai propri simboli, è o non è amore per la Sicilia? Noi faremo una campagna elettorale in cui dimostreremo qual è il nostro amore per la Sicilia".

12.10 "Mi dispiace per Nello Musumeci. Abbiamo immaginato insieme questo progetto, ma lui, per tutta una serie di motivazioni, magari legate a logiche dei partiti nazionali, ha snaturato il progetto nazionale. Io faccio un saluto personale: “Pensavo fossi più siciliani sta di quanto tu abbia dimostrato”. Gli voglio bene, comunque, e gli vorrò bene sempre".

12.08 Lombardo Ha fatto certamente qualche errore. Ma chi non ha peccato scagli la prima pietra. Ma ha avuto una dignità che altri non avevano avuto. Non solo in Italia, ma anche in Sicilia. Ha abbandonato il partito affidandolo a Giovanni Pistorio, persona con cui da sempre ragioniamo.

12.07 "Abbiamo iniziato a lavorare con Lombardo a questo progetto. Poi, per una serie di circostanze, questo rapporto si è concluso. Poi sono iniziate le liti, ma del resto chi sta all’opposizione attacca il governo ed è normale: abbiamo fatto il nostro mestiere di opposizione".

12.05 "Al Cipe ho fatto battaglie incredibili per non farci togliere anche quello che ci spettava. Se c’era un partito che potesse comandare in Italia a favore del Nord, non vedevo perché non ce ne potesse essere uno in favore del Sud".

12.01 "Dopo essere stato al governo nel 2001, in cui riuscimmo a fare tante cose per il Sud, arrivò la sinistra e smontò tutto. Uno smantellamento scientifico dei fondi per il Sud. Speravo che tornando a vincere le elezioni, e con la stessa squadra".

12.00 "Questo non significa andare a ricattare lo Stato centrale. Ma di crescere fino al punto di diventare così forti da poter influenzarne le scelte".

11.56 "La mia gioia, la mia infinita soddisfazione oggi, è dovuta al fatto che oggi s'è compiuto quel progetto di creazione di un partito siciliano in grado di contrapporsi alla Lega Nord". Così Micciché apre la sua conferenza stampa all'Ars.

Gianfranco Miccichè apre la sua campagna elettorale con una conferenza stampa all'Assemblea regionale sicilana, solo 24 ore dopo Nello Musumeci, candidato scaricato da Miccichè, che ieri ha scelto la stessa sede per incontrare i giornalisti. La conferenza stampa sta per cominciare, Live Sicilia la seguirà in diretta.


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